10/06/2016

A Crema lo street food più goloso

Seconda edizione di Eatinero, viaggio nei meandri della “cucina di strada”

Ci sarà anche l’Ape Romeo, con i piatti della chef stellata Cristina Bowerman, tra i quindici food truck fino a mezzanotte di domenica affolleranno la centralissima piazza Trento e Trieste a Crema per la seconda edizione di “Eatinero Crema”, organizzata dall’associazione Eatinero in collaborazione con la Confesercenti della Lombardia orientale e il patrocinio del Comune di Crema. Un trionfo di gusto e sapori pronti a solleticare i palati dei cremaschi che, per un weekend, metteranno da parte i tipici tortelli per addentrarsi in un vero e proprio viaggio nei meandri di quella che – a volte piuttosto impropriamente – viene chiamata “cucina di strada”.  

Se da Roma, infatti, arrivano le prelibatezze gourmet della Bowerman, infatti, non sono da dimenticare gli hamburger di Chianina di “BBQ Valdichiana” di Chianciano Terme e arriverà la frittura di pesce di “ReMare Street Food” di Forte dei Marmi. Alle tartare, di angus o di salmone, pensa “Fuori di mente”, alle specialità emiliane il “Parmigiano - Gourmet street food” e il “Gnoko - On the road” con lo gnocco fritto accompagnato da salumi e formaggi. E ancora sandwich gourmet, bombette pugliesi, cannoli siciliani riempiti al momento, gelati artigianali realizzati con ingredienti rigorosamente naturali per un giro d’Italia dei sapori, fino allo sconfinamento in terra spagnola con tapas e sangria. 

 

L’evento è organizzato in collaborazione con la Confesercenti della Lombardia orientale e il patrocinio del Comune di Crema

«Strettamente lombardo, invece, è il Basulon di Codogno che proporrà, tra le altre specialità, anche il suo panino lodigiano farcito con hamburger di carne scottona con melanzana grigliata, raspadura di Grana Padano Dop, pomodori e lattuga in pane con trebbie di birra», sottolinea Paola Merigo, una dei cinque fondatori dell’associazione Eatinero, un movimento che intende cambiare il modo di concepire (e consumare) il cibo di strada, legandolo più allo slow food che al fast food.
 
Mariella Caruso 

 

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