19/12/2017

Tari: a Brescia e Bergamo meno si spreca, più si risparmia

I soggetti che devolvono le eccedenze alimentari a onlus e società di recupero ottengono uno sconto sulla tassa in misura proporzionale al cibo recuperato

Una legge intelligente, pensata per premiare i comportamenti virtuosi. Quelli di chi non vede unicamente il bene della propria attività, ma anche quello dell’ambiente, delle persone meno fortunate, della comunità intera. È la legge Gadda - dell’agosto dell’anno scorso - che attraverso diverse misure e in particolare la concessione di agevolazioni tariffarie sulla Tari (la tassa sui rifiuti), vuole incentivare sostenibilità e solidarietà. Come accade a Bergamo e Brescia, che sono i primi Comuni a promuovere quest’opportunità, elaborando un articolo specifico da introdurre nel regolamento comunale per istituire modalità omogenee di applicazione nei territori East Lombardy, progetto in partnership con S.Pellegrino.

Sconto sulla Tari in misura proporzionale al cibo recuperato - Uno sconto del 6% per gli esercenti che devolvono almeno 15 mila euro di eccedenze alimentari a chi ha più bisogno. Bergamo e Brescia, dopo Monza, sono i primi Comuni ad applicare nel 2018 la legge 166 del 19 agosto 2016 “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” (cosiddetta Legge Gadda), che favorisce il contrasto allo spreco alimentare, il recupero e la donazione attraverso diverse misure tra le quali la riduzione della Tari proporzionalmente alla quantità di cibo recuperato (fino al 20% della parte variabile) a fini di solidarietà e di alimentazione animale. 

Per mettere in pratica con omogeneità la legge nei territori East Lombardy è stato creato un apposito articolo da inserire nel regolamento comunale che identifica i soggetti coinvolti nell’iniziativa

Chi potrà beneficiare dello sconto? - Per mettere in pratica con omogeneità la legge nei territori East Lombardy è stato creato un apposito articolo da inserire nel regolamento comunale che identifica i soggetti coinvolti nell’iniziativa. Ovvero i soggetti della distribuzione, della grande distribuzione, negozi, mense e ristoranti che devolvono almeno 15 mila euro a onlus e società di recupero “Le utenze non domestiche relative ad attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere, che producono o distribuiscono beni alimentari”. Ogni comune deve verificare le categorie di utenze non domestiche da ammettere al beneficio, che possono variare da ente a ente.

Un processo semplice - La richiesta dello sconto va presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo, consegnando la documentazione apposita ovvero certificando qualità, quantità e peso dei beni devoluti (compresi altri dettagli relativi il trasporto) con l’impegno a utilizzarli direttamente in conformità alle finalità istituzionali per fini di solidarietà sociale. Nell’anno successivo, verificata la documentazione attestante la cessione dei beni alimentari a fini di solidarietà, viene applicato lo sconto sulla base dei dati dell’anno precedente.

Una legge che aiuta l’ambiente e favorisce la solidarietà - Un passo importante, oltre che lungimirante. Minor spreco alimentare infatti significa meno risorse impiegate per la produzione di cibo e meno inquinamento per l’ambiente. Ma anche maggior consapevolezza ambientale e sociale per ogni contribuente, che prima di tutto è un cittadino che con i suoi comportamenti può cambiare nel suo piccolo il futuro del territorio e del pianeta.

di Elisa Nata

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017