20/10/2017

A Gargnano, alla scoperta dell’antichissima limonaia

La Malora tiene in vita una tradizione del Garda persa nei secoli. E’ costata tanta fatica riportare quest’azienda agli antichi fasti, ma oggi produce liquori preziosi, squisite marmellate di agrumi e straordinarie mostarde

Si entra in un pertugio stretto fra alti muri di vecchi sassi da cui spuntano capperi dai lunghi bracci penzolanti carichi di foglie verdissime e impalpabili fiori. Si sale. I gradini di pietra sono consumati dal tempo ma appaiono solidi, erti, e d’improvviso si sbuca in un giardino racchiuso fra altissimi pali di legno, da cui osservare alberi di limoni, il cielo e il lago. Per un attimo non si capisce in che mondo ci si trovi. Poi ecco Fabio e si capisce: stai mettendo i piedi su pietre che sono lì da secoli; muri e pali sono stati riportati alla vita da un lungo oblio dal padre di Fabio; con cura certosina questi ha ripristinato l’antichissimo agrumeto, la cui fondazione risale al XVI secolo e che grazie ad amore e passione è tornato dare frutti al paese di Gargnano sul Garda.

Si chiama La Malora, dal nome del Rio Malora che scorre giù verso il lago da questo fianco di monte; per secoli ha portato acqua ai mulini della zona che servivano le tante limonaie aggrappate alla montagna, di cui un esempio ancora perfettamente funzionante adorna questo incantevole angolo di poesia. La coltivazione degli agrumi fu portata sul Lago di Garda dai frati francescani già nel 1300 e si è sviluppata fino a diventare nel 1700 l’attività economica principale della zona: Gargnano aveva tantissime limonaie attive fino verso la fine del 1800, via via lasciate cadere in disuso e oggi in gran parte o distrutte o convertite in abitazioni. Ma La Malora ha trovato migliore sorte: a dispetto del suo nome, ha avuto la fortuna di trovare qualcuno che si è innamorato di questa antichissima limonaia fino al punto da dedicarle tutta la vita, ricostruendone ogni gradino, ogni muretto, ogni palo, ogni asse; è un lavoro duro quello di mantenerla, tutto di braccia e fatica, ma quei frutti profumati che bucano il verde delle piante e puntano al blu del cielo e del lago stanno in un angolo di paradiso che oggi ripaga tutti i sacrifici che è costato.

Chiunque entri qui non può non rimanere incantato pensando a come, con materiali poveri e ingegnose soluzioni fatte di ferri battuti a mano, pali di castagno e sassi, nei secoli si sia costruito un sistema di coltivazione perfettamente integrato nell’ambiente, capace di raccogliere il sole e proteggere dal freddo, di essere custode di piante forti e al tempo stesso delicate come i limoni, il cedro, le arance amare

Chiunque entri qui non può non rimanere incantato pensando a come, con materiali poveri e ingegnose soluzioni fatte di ferri battuti a mano, pali di castagno e sassi, nei secoli si sia costruito un sistema di coltivazione perfettamente integrato nell’ambiente, capace di raccogliere il sole e proteggere dal freddo, di essere custode di piante forti e al tempo stesso delicate come i limoni, il cedro, le arance amare. E il cappero s’infila nelle fessure dei muretti, tiene insieme la terra, sgorga dalle massicciate regalando anch’esso qualcosa di buono, di profumato, di così naturale che sembra lì da sempre. Veramente ti sorprende il pensiero di come tanti secoli fa l’uomo avesse già capito le regole fondanti dell’equilibrio del vivere, quelle stesse che invece oggi ci affanniamo a contraddire.

Alla Malora entrano tantissime persone curiose di conoscere questa sorta di arca della memoria. Fabio le conduce amabilmente spiegando tutta la storia; ad ogni gradino che sale nel castello – così si chiama la struttura della limonaia - si vedono le campate dove vivono gli alberi di limone, sorretti e aiutati dai lunghi pali di castagno che terminano in una sorta di griglia che viene coperta con assi di legno all’arrivo della stagione fredda. Un sistema semplice e geniale, antico di secoli, che qui è ripetuto perfettamente così da rendere La Malora la più straordinaria limonaia dei nostri giorni.

I limoni diventano poi un liquore prezioso, un vero spirito che sprigiona tutto il profumo e il sapore degli agrumi; poi Fabio produce anche un liquore a base di arancio amaro, direi mirabile per equilibrio e fragranza, e da poco anche marmellata di limoni e mostarda. Tutti i visitatori tornano sempre a casa con qualcosa, impossibile non trattenere un ricordo di questo piccolo mondo antico che resiste e guarda al futuro con intelligenza, sacrificio e passione.

Limonaia La Malora
via Libertà 2 – Gargnano (Bs)
Tel. 339 3699401
www.limonaialamalora.it

 

di Patrizia Signorini 

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