08/09/2017

S.Pellegrino Young Chef 2018, tutto pronto per la finale italiana

Il prossimo 11 settembre a Milano sfida a dieci per conquistare la finalissima internazionale, prevista per il giugno 2018. Ci sarà una super-giuria di esperti…

È ancora lunga la strada verso la finalissima di S.Pellegrino Young Chef 2018, la competizione mirata a individuare il migliore giovane chef under 30 al mondo, ma i candidati per le semifinali sono sempre più vicini alla meta. L’iniziativa è un’occasione unica per incontrare nuovi talenti culinari, condividere idee ed entrare in contatto con differenti culture gastronomiche, che testimonia l’impegno di S.Pellegrino in favore dei giovani talenti, scommettendo sulla collaborazione con l’esperienza dei mentori e su una giuria finale stellare.

I nomi sono stati selezionati tra migliaia di candidature in oltre 90 paesi, campo internazionale su cui S.Pellegrino ha organizzato la terza edizione dello scouting. Fra pochi giorni si conoscerà il nome del finalista italiano all’edizione 2018: la sfida tra i dieci finalisti italiani si terrà a Milano il prossimo 11 settembre.

I finalisti che si daranno “battaglia” per conquistare l’ambito trofeo sono:

-       Manuel Bentivoglio, chef dell’Agriturismo Roccamaia a Pievebovigliana, in provincia di Macerata, con il “Filetto di cinghiale con fave, pecorino e mele caramellate al vino rosso”

-       Vincenzo Dinatale, sous chef a Il Pellicano dell’Hotel Il Pellicano di Porto Ercole, in provincia di Grosseto, con “Pancia di capretto, cicala di mare "gonfiata" al bergamotto, cilantro, lampascione e mosto cotto di fichi”

-       Carmelo Fiore, sous chef presso Il Luogo di Aimo e Nadia a Milano, con “Sud Europa Carrè di agnello farcito con ventresca di tonno rosso sott'olio e cedro calabrese candito”

-       Edoardo Fumagalli, chef de La Locanda del Notaio a Pellio Intelvi, in provincia di Como, con “Gambero carabiniere, animelle glassate, croccante alle alghe con insalatina aromatica”

-       Daniele Groppo, chef de partie a Terrazza Danieli dell’Hotel Danieli a Venezia con “Nervetto di vitello marinato e grigliato, radice amara e ristretto di "Go"

-       Alberto Lazzoni, chef de partie al Lux Lucis dell’Hotel Principe a Forte dei Marmi  con “Vantablack Cube, lingua soppressata e tamarindo”

-       Luca Natalini, chef della Taverna di Bacco a Nettuno con “Pigeon 3000 km”

-       Alessandro Salvatore Rapisarda, chef presso Di Gusto a Macerata con “Piccione brasato e insalata - Incontro tra un salmì e un dolceforte”

-       Antonio Sena, sous chef del ristorante Vun del Park Hyatt a Milano con “Lamb..Rusco pop corn & barbabietola”

-       Andrea Vitali, sous chef del ristorante I Fontanili a Gallarate, con “Pernice, porri e nocciole” 

«Dalla lettura di nomi dei piatti e degli ingredienti emerge come gli chef abbiano deciso di puntare fortemente sui propri territori di origine», spiegano i responsabili del concorso, che conferma l’impegno di S.Pellegrino in favore dei giovani talenti

Per la gara è stata scelta una location che rispetta la vocazione di S.Pellegrino come icona di gusto italiano e marchio di stile e, cioè, il Circolo Marras nel capoluogo lombardo appunto, all’interno del quale, oltre a uno spazio di gara professionale, ci sarà un originale allestimento curato dall’art director della maison Paolo Bazzani. I dieci finalisti italiani avranno 5 ore di tempo a disposizione per preparare il proprio signature dish - selezionato da una giuria di esperti Alma sulla base delle cinque “regole d’oro”: ingredienti, tecnica, genio, bellezza e messaggio - e sottoporlo all’assaggio della giuria composta da Cristina Bowerman della Glass Hostaria di Roma, Caterina Ceraudo del Dattilo di Strongoli, Carlo Cracco del Cracco di Milano, Loretta Fanella consulente pasticciera e del Ristorante Borgo San Jacopo di Firenze, Anthony Genovese de Il Pagliaccio di Roma e Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa Ibla. «Dalla lettura di nomi dei piatti e degli ingredienti emerge un dato significativo - dicono i responsabili del concorso - i giovani chef hanno deciso di puntare fortemente sui propri territori di origine, utilizzandone ingredienti, ricette e tecniche per dar vita a piatti dal gusto contemporaneo».

Ai vincitori finali del S.Pellegrino Young Chef si prospetta la straordinaria opportunità di godere di una visibilità internazionale e di approfittare di un’occasione di crescita professionale grazie anche all’opportunità di prendere parte a diversi eventi che il brand S.Pellegrino organizza annualmente in giro per il mondo, incluso, ma non solo, quelli relativi al concorso Young Chef. «Sono orgoglioso del titolo S.Pellegrino Young Chef 2016» ha dichiarato lo statunitense Mitch Lienhard, vincitore assoluto della seconda edizione. «È un’esperienza che ha significato molto per me e sono profondamente grato per gli effetti positivi che la vittoria ha riservato alla mia carriera. È mio desiderio continuare la mia collaborazione con S.Pellegrino nella ricerca e nella valorizzazione dei migliori talenti della cucina mondiale mettendomi a disposizione in qualità di mentore per le future edizioni del talent».  Vincitore della prima edizione nel 2015 è stato l’irlandese, Mark Moriarty.

Un’occasione per emergere, ma anche un momento di incontro, scambio e condivisione a livello mondiale. I nomi dei 21 finalisti internazionali della terza edizione di San Pellegrino Young Chef si conosceranno a fine dicembre. Il “mentor chef” che affiancherà il concorrente italiano sarà Anthony Genovese, che avrà il compito di affinare il piatto del concorrente preparando al meglio il candidato per la sfida internazionale. La competizione, che si svolge per la prima volta lungo un arco di tempo di 18 mesi, prevede il gran finale a Milano nel giugno 2018, con il coinvolgimento di uno straordinario panel di giurati noti come Sette Saggi, costituito da alcuni fra i più celebri chef al mondo chiamati ad esprimersi e a designare il vincitore del S.Pellegrino Young Chef 2018.

di Alda Fantin

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