15/05/2017

La festa che celebra il luppolo selvatico

Sulle sponde dell’Oglio fino al 10 giugno la nuova edizione della kermesse dedicata al luartis, simbolo del mondo rurale e delizia per il palato. Tante occasioni per assaggiarlo e per conoscere le zone in cui cresce spontaneamente

Il fiume Oglio attraversa e unisce le province di Cremona e Mantova; le sue rive raccontano storie di contadini e lavoro nei campi, di una vita agreste che nei secoli è sì cambiata, ma senza perdere quella genuina spontaneità che le è sempre stata propria. Si respira un’aria antica nelle caratteristiche cascine a corte chiusa così come nei palazzotti signorili dei tempi gonzagheschi che spuntano qui e là nella campagna, e questa atmosfera arriva ovviamente fino alla tavola, dove elementi semplici vengono sapientemente trasformati in preparazioni tipiche di grande fascino e originalità.

Uno dei prodotti più singolari di questi luoghi è il luppolo, volgarmente detto “luartis” e a questo delizioso quanto raro vegetale, chiamato anche asparago selvatico o bruscandolo o asparagina, è dedicata la Festa dei luartis, giunta quest’anno alla 18esima edizione. I Comuni mantovani e cremonesi affacciati sul fiume Oglio, coordinati dal Parco OglioSud, sono coinvolti in una serie di manifestazioni ispirate al progetto di ricerca ed educazione rurale propria del Parco: fino al 10 giugno i fine settimana saranno dedicati a percorsi a piedi e in bicicletta che collegheranno i vari paesi, ciascuno dei quali propone poi approfondimenti naturalistici, botanici, faunistici volti a far crescere sensibilità e conoscenza verso l’ambiente.

I fine settimana saranno dedicati a percorsi a piedi e in bicicletta che collegheranno i vari paesi, ciascuno dei quali propone poi approfondimenti naturalistici, botanici, faunistici volti a far crescere sensibilità e conoscenza verso l’ambiente

Il luartis è anello di congiunzione, perché in tutta questa zona era consuetudine raccogliere il vegetale che non viene coltivato, ma che nasce spontaneamente nelle rive incontaminate dei fossi; non è oggetto di commercio, ma un dono prezioso che i contadini ricevono dalla natura e che conquistano solo se lo ricercano con pazienza e se custodiscono l’ambiente. Veniva consumato in famiglia o regalato, mai venduto. Questa festa vuole valorizzare ciò che caratterizza ciascun Comune: si è cominciato il 14 maggio con Canneto sull’Oglio insieme a Piadena e Drizzona, affacciati sulle rive mantovane e cremonesi del fiume, che hanno proposto percorsi in bicicletta e a cavallo; poi il 20 e 21 maggio Acquanegra sul Chiese e Calvatone dove si visiterà la Riserva Naturale delle Bine; Isola Dovarese ospiterà itinerari naturalistici e gastronomici il 3 e l’11 giugno; a Ostiano il 3 giugno osservazione del mondo dei rondoni e gite in bicicletta; a Commessaggio il 9 e 10 giugno proiezioni di cortometraggi sull’ambiente, itinerari culturali e botanici.

Sempre presente il protagonista della festa, il luartis, declinato nelle ricette tradizionali: in tutti i paesi ci saranno punti di ristoro e trattorie convenzionate che proporranno ricette a tema, soprattutto il risotto e le frittate a base di luartis. Ma tradizione vuole che questo rustico e raro luppolo sia sublime nella sua semplicità quando viene sbollentato e condito con buon olio e formaggio grana. Come dire che la somma sapienza della cucina contadina sta sempre nella scoperta e nell’ascolto dei doni della natura.

 

Di Patrizia Signorini

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