01/05/2017

“Cucina di Velluto”, Mantova combatte la disfagia

Ricette ad hoc e una rete di ristoranti “amici dei disfagici” per rendere più semplice il momento dell’alimentazione per coloro che ne sono afflitti

Mangiare è uno dei piaceri democratici per eccellenza. Come recita un aforisma, “di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, di tutti i paesi e di tutti i giorni…” (Anthelme Brillat-Savarin). Ma esiste una condizione clinica, chiamata disfagia, che rende molto difficile il momento dell’alimentazione e della deglutizione, con conseguenze invalidanti sulla vita e sulla sfera relazionale dell’individuo. Ecco perché il Comune di Mantova - in partnership con l’Associazione Salvatore Calabrese - ha scelto di offrire il suo contributo, per aiutare i pazienti e i loro amici/familiari a vivere il cibo con più serenità e allegria attraverso un progetto che coinvolge chef e ristoratori.

 

Una patologia poco conosciuta ma diffusa - La disfagia è una condizione clinica abbastanza diffusa - dovuta a cause chirurgiche o neurologiche - che può rendere difficoltosa o impossibile la preparazione del boccone alimentare, indipendentemente dalla natura del cibo (solida, liquida, o semi-liquida) e ostacolarne di conseguenza la deglutizione. Spesso l’origine è dovuta a trattamenti correlati a tumori del cavo orale/laringe/faringe, ma anche a malattie neuro-degenerative o all’invecchiamento che può compromettere la funzionalità dell’apparato digerente.

Il focus del progetto è sugli aspetti concreti di gestione della malattia; dai consigli sulla consumazione dei pasti alle indicazioni per preparare ricette gustose, esteticamente belle, saporite al palato e ricche da un punto di vista nutrizionale

Implicazioni rilevanti sulla vita di tutti i giorni - Essere afflitto da disfagia significa sottostare a regole e limitazioni importanti da un punto di vista alimentare, per evitare episodi di soffocamento e problemi di deglutizione. Chi ne soffre conduce una vita diversa dagli altri; sceglie cibi poco allettanti alla vista e al palato per il timore di non riuscire a mangiare, rinuncia alle occasioni di convivialità per l’imbarazzo di alimentarsi con difficoltà e lentezza.  Insomma, pranzo e cena si trasformano da occasioni di gioia a momenti problematici, da gestire con attenzione per evitare conseguenze più importanti, come perdita di peso e malnutrizione. 

Il primo passo: ripartire dalla buona cucina - Mantova, insieme all’Associazione Salvatore Calabrese, si è presa a cuore questa patologia e con “Cucina di Velluto” ha deciso di offrire il suo supporto ai pazienti disfagici. Partendo dal presupposto che la buona cucina rappresenti il primo passo per il recupero della qualità della vita, ha intrapreso numerose iniziative per aiutare chi soffre di disfagia a recuperare il piacere del cibo. Il focus del progetto è sugli aspetti concreti di gestione della malattia; dai consigli sulla consumazione dei pasti alle indicazioni per preparare ricette gustose, esteticamente belle, saporite al palato e ricche da un punto di vista nutrizionale.

Ricette gourmet, corsi di cucina, un sito e un libro dedicati - A questo scopo è prevista la creazione di un sito internet ad hoc e un libro sull’argomento, curati dall’Associazione Salvatore Calabrese Onlus. Il libro tratterà la disfagia nelle sue sfaccettature cliniche, etiche, filosofiche grazie all’intervento di esperti del settore e allo stesso tempo raccoglierà una serie di ‘ricette’, anche ‘d’autore’, al fine di ottenere nella preparazione dei pasti la consistenza ottimale per il disfagico.

Ritrovare la convivialità di pranzo e cena - Ma “Cucina di Velluto” pone anche l’accento sugli aspetti emotivi della disfagia. Va da sé infatti che il pranzo e la cena sono anche opportunità di incontro e di condivisione, momenti da trascorrere insieme ad amici e parenti godendosi il piacere del tempo insieme.   E  “Cucina di Velluto” vuol restituire ai disfagici il coraggio di osare, partecipando con libertà e senza imbarazzo alle occasioni di socialità. A questo scopo l’iniziativa ha coinvolto i ristoratori della zona per introdurre nei loro menu piatti delicati e di facile deglutizione che favoriscano i momenti di ritrovo e di socialità.

di Elisa Nata 

Foto di copertina da oltreladisfagia.com

 

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