27/03/2017

Le buone abitudini s’imparano da piccoli

A Brescia con “Alimentarsi, impariamo mangiando” si promuovono la sana alimentazione e la sostenibilità. Per i bimbi, ma non solo…

Quanto conta l’alimentazione per la salute e il benessere dell’individuo? Tanto, anzi tantissimo. E oggi ne abbiamo evidenza più che mai. Ecco perché abbiamo il dovere di tenerne conto, nelle scelte di tutti i giorni, tramandando questa consapevolezza alle generazioni future per prevenire a tavola le patologie più disparate.

E’ il punto di partenza e l’obiettivo principale dell’iniziativa “Alimentarsi, impariamo mangiando” del Comune di Brescia, nata con l’Expo e portata avanti con determinazione, nella speranza che l’alimentazione corretta diventi patrimonio della cultura di ogni essere umano.

Un progetto a 360° - Sensibilizzare l’intera comunità sui temi dell’alimentazione consapevole è senz’altro un percorso impegnativo. Perché bisogna capire da dove iniziare. E il Comune di Brescia ha fatto la scelta più azzeccata: ha messo in atto una serie di sotto-progetti (per l’esattezza 23) per coinvolgere tutti: i genitori, gli insegnanti e i bambini, ovvero gli adulti di domani.

I focus sono formazione, informazione, linee guida, per avvicinarsi al cibo e scoprirne le potenzialità preventive, valorizzandone al contempo gli aspetti gastronomici/culturali.

Il futuro è nelle nuove generazioni - Il punto preoccupante è uno: bambini e ragazzi spesso assumono più calorie rispetto a quanto consumano, con la conseguenza del sovrappeso. Ma i ragazzi in sovrappeso di oggi saranno gli adulti “malati” di domani.

In questo percorso tutto dipende dall’educazione alimentare, dai valori, dalle conoscenze e dagli insegnamenti veicolati dal sistema familiare/scolastico. Le buone abitudini s’imparano da piccoli, nel momento in cui si costruiscono le basi dell’identità personale e culturale.

Il Comune ha fatto la scelta più azzeccata: ha messo in atto una serie di sotto-progetti (per l’esattezza 23) per coinvolgere tutti: i genitori, gli insegnanti e i bambini, ovvero gli adulti di domani

Scuola e famiglia rappresentano l’“imprinting alimentare” - Le nuove generazioni devono avere dei punti di riferimento stabili che li aiutino a sviluppare una vera e propria cultura alimentare e gastronomica. Questo è l’assunto di base da cui parte il progetto bresciano; bisogna insegnare ai ragazzi, sin dall’infanzia, a mangiare. E questo significa saper scegliere gli alimenti, conoscerne il legame sul territorio, comprenderne la filiera produttiva e abituarsi a cucinarli valorizzando le proprietà gustative, senza sprechi, in modo che l'alimentazione corretta rappresenti un modo di vivere naturale e spontaneo.

Insegnanti a scuola di alimentazione - Il Comune di Brescia quindi ha attivato dei veri e propri corsi sull’alimentazione per gli insegnanti, con l’obiettivo di coinvolgerli nella promozione della cultura alimentare all’interno dell’attività didattica.

I corsi si focalizzano in particolare sull’analisi delle esigenze nutrizionali in relazione alla fase di vita, sul rapporto tra cibo e corpo, sull’evoluzione del gusto e lo sviluppo delle arti gastronomiche locali. Approfondiscono inoltre le modalità applicative da utilizzare nei percorsi didattici, suggerendo la necessità di lasciare spazio al gioco e alla libertà d’espressione dei piccoli, con laboratori tematici e tecniche di animazione per rendere più facilmente comprensibile il messaggio.

Incontri di sensibilizzazione e linee guida per le famiglie - “Alimentarsi, impariamo mangiando” non si ferma al contesto scolastico. Si rivolge anche alle famiglie, perché la casa è il primo luogo dove si imparano le buone pratiche alimentari, il rispetto dell’ambiente e la lotta agli sprechi. I cittadini vengono coinvolti con incontri di sensibilizzazione, mostre, eventi gastronomici, attività ludico-sportive e attraverso il vademecum “Guida al benessere” distribuito alle famiglie e ispirato alle Linee Guida della ristorazione collettiva elaborate dal Comune di Brescia.

di Elisa Nata

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