13/03/2017

Doggy bag? Si, grazie!

A Cremona con “Tenga il resto” portare a casa gli avanzi non è tabù. Iniziativa del Comune per combattere lo spreco alimentare e favorire la riduzione dei rifiuti

Quante volte, al ristorante, capita di non riuscire a mangiare tutto? E di sentirsi in colpa perché il cibo avanzato finirà nella spazzatura? Eppure, l’opzione della doggy bag spaventa ancora la maggior parte di noi. La paura di essere giudicati blocca sul nascere quella fatidica domanda che verrebbe invece così naturale: «Potrebbe mettermi gli avanzi in una vaschetta?». Una soluzione c’è: basterebbe che l’iniziativa la prendesse il ristoratore. Come a Cremona, con il progetto “Tenga il resto” che ha sensibilizzato i ristoratori sul tema dello spreco alimentare, offrendo agli aderenti all’iniziativa una fornitura gratuita di vaschette d’alluminio per consegnare ai clienti il pasto non consumato e destinarlo all’asporto.

Questione di cultura - Ci sono luoghi in cui portare a casa ciò gli avanzi è la norma, come ad esempio l’America (ne ha dato il buon esempio anche Michelle Obama), la Francia (dove dall’anno scorso è obbligatorio per legge per i ristoranti fornire la doggy bag ai clienti che ne facciano richiesta) o la Cina. E luoghi dove ci si scandalizza ancora, come l’Italia e gran parte dell’Europa.Si pensa che chiedere la doggy bag equivalga a fare brutta figura, a non essere educati, con la conseguenza di venir considerati male dai ristoratori.

Il timore del no del ristoratore - E a ragion veduta, perché non di rado capita di ricevere un diniego.Come è accaduto a un turista friulano in vacanza in Trentino, che nel 2014, esprimendo il desiderio di portar via gli avanzi, si è trovato di fronte al no dell’albergatore. Il caso, diventato famoso, ha portato a una sentenza della Cassazione che ha stabilito l’obbligo per l’esercente, quando richiesta, di preparare la vaschetta con il cibo non consumato per il cliente.

Fornitura gratuita di 100mila vaschette in alluminio per i ristoratori aderenti al progetto, in modo da consentire agevolmente ai clienti di portar via il cibo non consumato

Meno spreco significa meno rifiuti - Ma perché la doggy bag diventi realmente un’abitudine la strada è ancora lunga. Così, per combattere lo spreco alimentare e agevolare il processo, sull’esempio di quanto già realizzato in altre città, il Comune di Cremona, con la collaborazione del Distretto Urbano del Commercio (DUC), del Consorzio Imballaggi Alluminio (CIAL) e alcune associazioni, ha promosso una bella iniziativa. Una fornitura gratuita di 100.000 vaschette in alluminio per i ristoratori aderenti al progetto, in modo da consentire agevolmente ai clienti di portar via il cibo non consumato.

L’importanza del riciclo dei materiali - La vaschetta in alluminio è l’imballaggio perfetto per salvare il cibo che avanza, per la sua praticità e per la capacità di conservare i cibi alla loro temperatura ideale. Ma la scelta di questo materiale non è solo legata a ragioni di ordine pratico, ma anche etiche e di rispetto ambientale. L’alluminio è riciclabile infinite volte e al 100%, tanto che la vaschetta, dopo più utilizzi, se correttamente separata in casa in raccolta differenziata, può trasformarsi in tanti oggetti di uso comune, come una classica moka o una bicicletta.

Un progetto che si inserisce in un contesto più ampio -“Tenga il resto” è solo una delle tante iniziative del Comune di Cremona in materia di rifiuti e spreco alimentare. Il progetto si inserisce in un percorso più ampio, che comprende diverse attività e azioni per promuovere il riciclo e la sostenibilità ambientale, secondo le linee guida approvate dal Comune di Cremona in materia di rifiuti nel 2015.L’impegno costante mira a sensibilizzare sempre di più, con un occhio particolare alle nuove generazioni.

 

Foto da www.cial.it

Di Elisa Nata

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