31/01/2017

East Lombardy, una marcia in più per la Lombardia Orientale

Paolo Marchi, presidente del Comitato Food, spiega perché il 2017 sarà l’anno decisivo per fare il salto di qualità a Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova

Davvero una splendida idea quella che è nata in Lombardia Orientale e ha accomunato ben presto istituzioni, enti, associazioni: un bel gruppo dal quale partire, ma senza l'idea concreta iniziale, un motivo solido per mettersi a lavorare assieme tutto sarebbe finito lì.

Va infatti dato merito ai coinvolti di avere visto una realtà geografica logica all’interno delle più ricca regione italiana, la Lombardia. Le loro quattro province formano da sempre, anche se non era così evidente, un insieme importante, armonico, capace di fondersi in quella che per l’intero anno 2017 sarà la Regione Europea della Gastronomia, in partnership con S.Pellegrino. Bergamo e Brescia, con le loro valli e le loro montagne, i loro laghi e la loro pianura, Mantova e Cremona così golose e proiettate cariche di storia verso il Po, formano la Lombardia Orientale, la East Lombardy, con quel segno cardinale, l’est, l’oriente, che nella lingua inglese diventa East racchiudendo così il verbo mangiare, Eat.

L’East Lombardy è celebre nel mondo per mille cose. Si è trattato di elevarsi dal noto, di raggiungere un altro livello per fare l’occhiolino furbo a quelle migliaia e migliaia di persone che in ogni continente hanno messo l’ottima tavola al primo posto come motivo per scegliere la destinazione delle proprie vacanze

Eat Lombardy viene da leggere e pronunciare, mangiare la Lombardia e questo è quello che tra le quattro realtà si augurano. Non che per cultura, usi e tradizioni, siano mai state sinonimo di diete e penitenze, solo che chi viene scelto come Regione Gastronomica Europea si augura di farsi conoscere da più persone possibile, turisti del pianeta intero pronti a preferire questa vasta e ricchissima terra come meta delle loro gastro-vacanze.

L’East Lombardy conosce perfettamente se stessa ed è celebre nel mondo per mille cose, storia, natura, letteratura, cucina, prodotti, vino, dolci, sport. Si è trattato di elevarsi dal noto, di raggiungere un altro livello per fare l’occhiolino furbo a quelle migliaia e migliaia di persone che in ogni continente hanno messo l’ottima tavola al primo posto come motivo per scegliere la destinazione delle proprie vacanze. Il resto viene dopo, quasi da sé perché l’Italia è ovunque cucina e storia, bellezza e genialità. Si è trattato in questo caso di andare oltre i singoli campanili per allargare gli orizzonti e comporne uno unico, ricco di sapienze e di sapori, come tanti immaginavano e che tutti adesso hanno davanti agli occhi.

La Lombardia orientale è altissima ristorazione, con due bandiere assolute come la famiglia Cerea a Brusaporto alle porte di Bergamo e la famiglia Santini a Canneto sull’Oglio vicino Mantova, con un formidabile chef bretone, Philippe Léveillé, che a Concesio nelle valli bresciane ha trovato l’amore e la consacrazione professionale, con quelle bontà che ogni trattoria del Buon Paese racchiude e propone a chi si presenta e accomoda, insegne, ad esempio, che sono la forza di Cremona, dove le tradizioni premiano chi crede in loro.

E il viaggio che East Lombardy si accinge a fare è reso importante anche dal contribuito del Comitato Food, nel quale mi onoro di sedermi accanto a figure di notevole spessore professionale come Lisa Casali, Andrea Grignaffini, Davide Rampello e Claudio Sadler. Toccherà anche a loro tracciare le linee guida di un 2017 che metterà Bergamo e Brescia, Mantova e Cremona al centro dell’attenzione golose dell’Europa e del Mondo.

 

Di Paolo Marchi

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017