15/11/2016

Lombardia Orientale, occasione da non perdere

Parla il direttore del Seminario Veronelli: no alla spettacolarizzazione, sì alla conoscenza per la valorizzazione del patrimonio delle quattro province

La Lombardia Orientale nominata Regione Europea della Gastronomia è una grande occasione. Ma non deve essere un’occasione di spettacolarizzazione, bensì di valorizzazione del patrimonio delle quattro aree lombarde.

È questo in estrema sintesi il pensiero del direttore del Seminario Veronelli, Andrea Bonini, che crede fortemente nel progetto East Lombardy con il fine di promuovere le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova. «Come Seminario Veronelli abbiamo aderito subito, dando il nostro sostegno al progetto. Credo sia molto importante fare sistema, tra i tre mondi coinvolti: quello agricolo, quello della cultura e quello del turismo. Non dobbiamo però cedere a una dimensione “spettacolare”, ma puntare soprattutto sugli operatori qualificati». Il riferimento sembra essere a Expo: «Noi non abbiamo partecipato, nonostante i numerosi inviti. E penso sia stata una scelta lungimirante».

Una parte importante di East Lombardy riguarderà proprio il vino. Seminario Veronelli, da sempre, porta avanti una serie di appuntamenti di formazione che, in questo periodo, diventano quanto mai utili per riuscire a comunicare al meglio il valore del “prodotto Italia”, e di conseguenza del “prodotto Lombardia” nel mondo

Foto di Annette Fischer per *Pastiche - Cultura materiale alla Veronelli 

Una parte importante di East Lombardy riguarderà proprio il vino. Seminario Veronelli, da sempre, porta avanti una serie di appuntamenti di formazione che, in questo periodo, diventano quanto mai utili per riuscire a comunicare al meglio il valore del “prodotto Italia”, e di conseguenza del “prodotto Lombardia” nel mondo. «L’anello che deve funzionare è quello della critica – spiega Bonini – Che è l’anello di congiunzione tra consumatore e produttore e che deve essere disinteressato in entrambe le direzioni».

Ma per farlo ci vuole una preparazione specifica, «ossia una preparazione sufficiente per poter dare un giudizio critico al produttore ed educare il consumatore». Da questo concetto nascono i laboratori specifici: «Ne abbiamo fatti alcuni dedicati direttamente ai consumatori, senza la presenza dei produttori alle degustazioni, e altri dedicati invece agli agricoltori, con incontri con esperti del settore. Per esempio il 17 novembre abbiamo in programma un laboratorio con un agronomo sul tema della biodiversità in vigneto».

Quindi la conoscenza, prima della critica. Un valore che dovrebbe essere basilare, ma che certe volte viene a mancare.

Di Raffaele Foglia

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017