09/11/2016

Un falò per il Radici Food Festival

Grandi chef alle prese con le cotture primordiali alla prima edizione dell'evento goloso sul Garda

Dieci bracieri disposti direttamente sulla spiaggia, un grande falò comunitario, chef cavalieri del fuoco e produttori eroi della terra. Parte dal lago di Garda, in provincia di Brescia, il Radici Food Festival, il festival primordiale itinerante che porta gli chef fuori dalle loro cucine tecnologiche e iperaccessoriate per metterli a confronto con metodi di cottura antichi come il fuoco e le braci. Davanti al loro braciere, contemplando lo scenario mozzafiato del lago di Garda, circondato dal verde delle colline moreniche, gli chef dovranno ritrovare il loro lato più istintivo e passionale, dimostrando  di saper ancora gestire in modo professionale la potenza del fuoco.

L’appuntamento è il 13 novembre a Padenghe sul Garda, dalle 11,30 alle 18,30, sulla spiaggia del ristorante Dal Dosso Miralago (ne abbiamo parlato recentemente qui), per una giornata all’insegna dell’alta cucina, dell’amicizia e della riscoperta di rapporti umani profondi, che spesso nascono condividendo buon cibo e momenti di gioia. Il Festival è stato ideato dalla giornalista enogastronomica Annalisa Leopolda Cavaleri, supportata nell’organizzazione da Mino Dal Dosso, imprenditore bresciano a capo di 4 ristoranti e di una società di organizzazione di eventi.

La partecipazione al Radici Food Festival è gratuita, ma l’evento è a numero chiuso. Per partecipare bisogna inviare una e-mail con i propri dati e quelli di ciascun accompagnatore all’indirizzo info@radicifoodfestival.it

Si riparte dall’istinto - «Il Radici Food Festival è un ritorno alle origini della cucina e dei rapporti umani, vuole essere un modo nuovo per parlare di prodotti e di territorio – spiega la Cavaleri - Abbiamo scelto di non chiuderci in un ristorante o in una location di 4 mura perché questi luoghi, per quanto belli, non possono dare la stessa emozione che regala stare con i piedi sulla terra, con la forza delle pietre sotto di sé, la trasparenza dell’acqua davanti agli occhi. Voglio che i cuochi si divertano dimostrando che sono ancora capaci, fuori dalle loro cucine ipertecnologiche, di controllare il fuocoe gestire in modo professionalela sua potenza. Per questo ho voluto che l’attrattiva principale del Radici Food Festival fosse un grande falò comunitario da cui si prenderanno le braci per alimentare i bracieri dei cuochi. Il nostro obiettivo è spostare il Radici Food Festival in altre zone d’Italia per accendere altri fuochi di energia». E Mino Dal Dosso: «Sono anni che lavoro in questa direzione: cucina con materie prime di altissimo livello con la produzione di ogni piatto che parte da zero e senza semilavorati, rispetto del territorio e dei suoi prodotti e messaggi sociali, che facciano bene alle persone, così come dovrebbe fare un buon piatto».

Gli chef cavalieri del fuoco - Sono tanti gli chef che hanno aderito con entusiasmo alla sfida del ritorno alle origini. È pronto a preparare la sua famosa pizza fritta ripiena il pizzaiolo Franco Pepe. Al suo fianco ci sarà, come “compagno di braciere”, Alfonso Pepe, maestro dei lievitati salernitano che friggerà su una pentola messa direttamente sul fuoco delle ciambelline da mangiare calde bollenti seduti in riva al Lago per ritornare un po’ bambini. E poi Marco Sacco del Piccolo Lago di Verbania, che cucinerà, direttamente sulle braci, uno storione bianco da 10 chili allevato a Calvisano, in provincia di Brescia, da Agroittica Lombarda, Emiliano Lopez, chef argentino patron del ristorante Big Al di Roma che stupirà gli ospiti con la preparazione dell’asado à la cruz direttamente sulla spiaggia, Gianni Tarabini, artigiano del cibo e chef stellato che cucina con le materie prime prodotte a “metri zero” dall’azienda agricola La Fiorida, ne abbiamo nparlato qui, Fabio Abbattista del Leone Felice de L'Albereta, chef di origini pugliesi ma ormai sedotto dalla Franciacorta e dalle sue specialità. Tra i protagonisti anche Giuseppe Zen, il re dello street food di Mangiari di strada di Milano, Matteo Felter, del Grand Hotel Fasano (ne abbiamo parlato qui), Vittorio Fusari, alla guida del Pont de Ferr di Milano. La rosa degli chef è completata da Giacomo Nogara, fresco di apertura a Lecco del suo ristorante Officine civico 82, Augusto Pasini, allievo prediletto di Philippe Leveillé che oggi ha intrapreso un proprio personale percorso al ristorante Lanzani Bottega & Bistrot, Patrizia Dal Dosso, del Salamensa di Montichiari e Massimo Guzzone, resident chef del Miralago.

East Lombardy: per la prima volta 4 province unite - Visto che l’amicizia e la collaborazione per il bene del territorio saranno le linee guida dell’evento, non poteva esserci occasione migliore per parlare del progetto europeo East Lombardy. Per la prima volta, infatti, 4 province lombarde – Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona – faranno squadra e si uniranno per lanciare e rilanciare le eccellenze del territorio, i suoi prodotti, i suoi cuochi e i suoi ristoranti. Ciascuno con la propria identità, ciascuno con la propria specificità, ma insieme. Durante il Radici Food Festival saliranno sul palco i rappresentanti delle istituzioni bresciane che guideranno il progetto nel 2017.

Come partecipare al Radici Food Festival - La partecipazione al Radici Food Festival è gratuita, ma l’evento è a numero chiuso. Per partecipare bisogna inviare una e-mail con i propri dati (nome, cognome, numero di telefono e indirizzo e-mail) e quelli di ciascun accompagnatore all’indirizzo info@radicifoodfestival.it. Per restare aggiornati su tutti i dettagli e sul programma dell’evento basta mettere il like alla pagina facebook del Radici Food Festival.

Di Redazione

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017