21/10/2016

“Alleanza” tra East Lombardy e Mercati della Terra

Parla il bergamasco Lorenzo Berlendis, vice presidente di Slow Food che ha avviato l'iniziativa in collaborazione con il Comune orobico

«Quello dei “Mercati della terra” è uno dei progetti più antichi e consolidati di Slow Food. Si tratta, però, di un progetto complesso che ancora non ha contaminato la rete e i territori di riferimento di East Lombardy, European Region of Gastronomy 2017, come ci auspichiamo che avvenga nel prossimo futuro». A parlare è il bergamasco Lorenzo Berlendis, vice presidente di Slow Food che ha avviato l'iniziativa dei Mercati in collaborazione con il Comune di Bergamo.

Il vostro progetto non vuole essere una replica dei mercati degli agricoltori. Qual è il presupposto?

«Noi ci avochiamo un ruolo fortemente educativo, ovviamente fatte salve le transizioni commerciali che giustificano la presenza dei produttori che devono vendere. Il nostro scopo è raccontare i prodotti per far comprendere la loro bontà e la diversità rispetto a quelli convenzionali, e dare la corretta giustificazione del prezzo che molto spesso è superiore a quello del prodotto normale».

Qual è la strada che state percorrendo?

«La creazione, attraverso i Mercati della Terra, di un’alleanza tra produttori e consumatori, che noi consideriamo co-produttori. Questi ultimi devono essere consapevoli nella scelta. Per questo nei Mercati ci sono laboratori, eventi di educazione al gusto e di formazione. Altri attori di quest’alleanza sono l’ente locale e il mondo della ristorazione perché gli chef sono i migliori promotori della bontà dei prodotti attraverso la loro interpretazione e reintepretazione».

Quali sono i progetti di "Mercato" legati a East Lombardy?

«ll mercato di Padernello, nel Bresciano, che organizziamo con la Fondazione Castello di Padernello la terza domenica del mese. Poi c’è il neonato “Mercato della Terra” di Bergamo che è nato in via sperimentale, da aprile a luglio, in piazza Dante con cadenza bisettimanale. Ripartito l’8 ottobre andrà avanti fino a dicembre e la nostra ambizione è farlo diventare settimanale».

Perché parla di ambizione?

«Perché dobbiamo combinare le esigenze di agricoltori, allevatori e piccoli produttori la cui attività principale è, evidentemente, la produzione; l’animazione del mercato che deve essere fatta dalle Condotte locali di Slow Food perché è necessario consolidare la mission educativa che deve prevedere l’accoglienza delle scuole, uno dei perni sui quali si reggerà il mercato di Bergamo. Abbiamo avuto un’esperienza, per adesso congelata, a Cremona. Nel Basso Mantovano, invece, stiamo costruendo con Appetilia, manifestazione organizzata nel mese di dicembre a San Benedetto Po, luogo dove è nata la seconda rivoluzione agricola nell’Alto Medioevo, un mercato della biodiversità sperimentale da fare evolvere, in un secondo momento, in un Mercato della Terra».

« L’operazione “Mercato della Terra” a Bergamo dovrebbe essere un volano per coinvolgere la città e la provincia su un ripensamento generale sulle filiere del cibo puntando sull’incontro diretto tra produttori e consumatori, ristoratori e studenti»

Qual è la mission educativa del Mercato di Bergamo?

«L’operazione “Mercato della Terra” a Bergamo dovrebbe essere un volano per coinvolgere la città e la provincia su un ripensamento generale sulle filiere del cibo puntando sull’incontro diretto tra produttori e consumatori/co-produttori, ristoratori, studenti con particolare attenzione per quelli degli istituti agrari e alberghieri che dovrebbero proporre i prodotti del territorio».

Perché usa il condizionale?

«Perché la nostra istruzione ha un vulnus. Molto spesso questi ragazzi non vengono educati a conoscere il prodotti locali. Saranno degli ottimi tecnici per realizzare una maionese o una lasagna ma non conoscono i formaggi orobici».

East Lombardy può essere volano per una crescita del territorio e la promozione del turismo?

«Uno degli interessi del turista è la lettura di un territorio attraverso le tradizioni enogastronomiche che sono frutto di una storia e una comunità che si esprime anche in campo artistico e culturale. Per questo stiamo costruendo un rapporto tra i produttori del mercato e gli chef che diventeranno così ambasciatori del territorio».

Come detto, il punto d’incontro tra Mercato della Terra ed East Lombardy è ogni 2° e 4° sabato del mese, sempre in Piazza Dante, in prossimità della Domus Bergamo Wine, vetrina ufficiale di EastLombardy. Qui si tengono i cooking show che danno plastica rappresentazione della sinergia tra produttori e ristoratori, con questi ultimi che reinterpretano ed esaltano i prodotti dei primi. Per questa ragione il Mercato della Terra è il momento ideale per conoscere i segreti e i sapori di EastLombardy, perché diventa l'occasione in cui gli artigiani del gusto incontrano i consumatori svelando la ricchezza dei loro prodotti grazie alla maestria degli chef.

Il prossimo appuntamento è fissato per domani, sabato 22 ottobre: protagonisti saranno i grandi formaggi orobici cui sarà dedicato un cooking show alle 10,30 con lo chef Samuel Perico del ristorante trattoria Sant'Ambroeus Bergamo Alta di Città Alta. Il suo asso nella manica? Un sorprendente tris di formaggi accompagnato dalla polenta di Gandino.

Ma i formaggi, si sa, si sposano bene con conserve, vini, birra, pane, salumi, pasta, miele, frutta e verdura e, naturalmente, con le mostarde. Per questo vi sono gli oltre 30 stand del mercato...

 

Mariella Caruso

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017