17/08/2016

La leggenda dei tortelli di Cecilia Gallerani

Tra verità e fantasia, il fil rouge che lega un territorio – quello di San Giovanni in Croce - la sua specialità gastronomica e la “Dama con l’ermellino” ritratta da Leonardo

C’è stato un tempo in cui musica, danza e ottimo cibo erano la costante della splendida Villa Medici del Vascello di San Giovanni in Croce (Cremona), la residenza di Cecilia Gallerani – che altri non è che la “Dama con l’ermellino” ritratta da Leonardo Da Vinci, il cui dipinto è esposto al museo Czartoryski di Cracovia - e di Ludovico Carminati de' Brambilla, il nobile cui Ludovico il Moro concesse in sposa l’ex amante che gli aveva dato un figlio. Nei secoli il castello, costruito del 1407, è passato di mano in mano. Durante il periodo del Fascismo lo abitava marchesa Maria Carolina Mocenigo Soranzo Medici del Vascello che vi rimase fino al 1945, la sua vocazione filantropica si manifestava una volta all’anno quando, nel giorno di San Carlo in occasione dei festeggiamenti per il suo onomastico, offriva cioccolata ai bambini dell’asilo. «Nessun atto caritatevole, invece, arriva dal passato, quando nella residenza di Cecilia Gallerani il tenore del desco era quello al quale la nobildonna era abituata dalla sua vita alla corte dell’amante Ludovico Sforza», ci rivela lo storico Danio Asinari.

Cecilia Gallerani era abituata ai banchetti con 20/25 portate di carne tipici delle corti dell’epoca. I tortelli – di zucca, alla mantovana – non si consumavano perché sarebbero apparsi sulle tavole soltanto qualche anno più tardi.

È, quindi, una sorta di falso storico quello che legherebbe la tradizione della tortellata di San Giovanni in Croce, sospesa da qualche anno, alla mensa dei poveri di Cecilia Gallerani. «Non esistono documenti in cui si riscontri il consumo di tortelli nelle cucine di Villa Medici del Vascello ai tempi della Dama con l’Ermellino - continua Asinari - Di fatto Cecilia Gallerani era abituata ai banchetti con 20/25 portate di carne tipici delle corti dell’epoca». Epoca in cui, peraltro, i tortelli – di zucca, alla mantovana, che sono quelli serviti in tavola a San Giovanni in Croce, comune del Cremonese ma di fatto molto più vicino a Mantova che a Cremona – non si consumavano perché sarebbero apparsi sulle tavole soltanto qualche anno più tardi. La loro ricetta, infatti, non compare nel trattato di filosofia culinaria, De honesta voluptate et valetudine, di Bartolomeo Sacchi detto il Plàtina che, a sua volta, approfondì in chiave umanista le ricette del cuoco Mastro Martino da Como. Del resto, a voler approfondire, i tortelli – nella versione in cui ci sono stati tramandati – apparvero alla corte dei Gonzaga (e nei ricettari dell’epoca) soltanto negli ultimi vent’anni del Sedicesimo secolo.

Tortelli o meno, Villa Medici del Vascello con i suoi dodici ettari di parco-giardino, curati da molti giardinieri volontari, merita una visita. Quest’ultima è rigorosamente da allietare con l’assaggio in zona dei suddetti tortelli, a base dunque di zucca, amaretti e mostarda, fatti a regola d’arte.

Mariella Caruso

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017