20/07/2016

Ultimo appuntamento coi Mercati della Terra

Sabato a Bergamo i produttori e gli artigiani presentano le proprie produzioni all’insegna di tre aggettivi: buono pulito e giusto

Il progetto Mercati della Terra nasce con l’obiettivo di consentire di fare la spesa con prodotti di qualità, della nostra tradizione e territorio, rispettosi di tre elementi imprescindibili: bontà organolettica, sostenibilità ecologica dei processi produttivi e rispetto della giustizia sociale e del lavoro di tutte le persone coinvolte, per sviluppare la consapevolezza individuale e collettiva dell’impatto enorme che implicano le abitudini alimentari. A promuovere l’idea è Slow Food, l’associazione eco-gastronomica che ha orgogliosamente sostituito fast con slow e ha preso a simbolo la lumaca, l'icona più espressiva della lentezza, per ridare al cibo e alle produzioni alimentari quella dignità culturale che si è persa con l’avvento dei consumi di massa, omologati e spersonalizzanti, tipici dei fast food e delle catene multinazionali

L’iniziativa, che conta più di 21 sedi sparse in tutta Italia, è accolta a Bergamo nel luogo che già in epoca medievale fu area di mercato della città: Piazza Dante, a ridosso del Sentierone e della Domus. L’intenzione degli organizzatori - Slow Food Lombardia in collaborazione con le tre condotte bergamasche: Valli Orobiche, Bergamo e Bassa bergamasca - coincide infatti con la volontà di riportare d’attualità lo spirito dei mercati di un’altra epoca, quando l’incontro fra produttori, artigiani e cittadini era la chiave di volta di un’economia di relazione che poneva al centro il rapporto fra le persone e lo sviluppo del proprio territorio e, di conseguenza, dell’intera comunità.

Ogni secondo e quarto sabato del mese, ultima data il prossimo 23 luglio, i produttori e gli artigiani del territorio bergamasco e lombardo presentano le proprie produzioni all’insegna dei tre aggettivi capisaldi della filosofia Slow Food: buono pulito e giusto. Buono, per un’alimentazione di qualità organolettica e legata alla cultura del territorio; pulito, perché prodotto localmente, in modo rispettoso dell’ambiente e della salute; e giusto, perché a prezzi accessibili per i consumatori ed equi per i produttori. 

Gli incontri valorizzano in particolare la ricchissima produzione lattiero casearia orobica, che rappresenta una peculiarità assoluta, un enorme valore di biodiversità concentrato in un lembo di terra relativamente esiguo

L’attività sperimentale, articolata in otto appuntamenti, accoglie un centinaio di stand gestiti da piccoli produttori dell’hinterland, accuratamente selezionati secondo i parametri disciplinari e tutti provenienti da un raggio di 40 km dalla sede del mercato.

Gli incontri valorizzano in particolare la ricchissima produzione lattiero casearia orobica, che rappresenta una peculiarità assoluta, un enorme valore di biodiversità concentrato in un lembo di terra relativamente esiguo. Sono infatti entrambi latticini i due presidi Slow Food presenti in terra bergamasca: l’Agrì di Valtorta, un piccolo formaggio cilindrico di latte vaccino che conta un unico laboratorio di produzione e il cui presidio ha una funzione sociale importante (se non potessero più conferire alla cooperativa il latte dello loro mucche, i 12 piccoli allevatori locali sarebbero costretti a chiudere) e lo Stracchino all’antica delle valli Orobiche, il cui nome pare derivare dalla voce dialettale “stracch”, stanco, ed è riferito a quel cacio che si produceva un tempo lungo i percorsi di transumanza dalla pianura agli alpeggi e viceversa, con il poco latte di animali stanchi per il viaggio.

Dal punto di vista dell’offerta alimentare, il progetto copre tutte le referenze agricole presenti sul territorio: i germogli e gli ortaggi, consumati a Bergamo fin dal Medioevo, ricchi di proprietà terapeutiche e nutrizionali, i legumi, base di tutte le diete delle popolazioni più longeve del mondo, decretati dall’Onu come alimento dell’anno, e poi ancora frutta, verdura, cereali e derivati, pane e prodotti da forno, conserve, miele, pesce, birra e vino. Per scoprirli (e assaggiarli) è arrivata negli apputamenti già conclusi tanta gente, compresi il sindaco Giorgio Gori e l’assessore all’ambiente Leyla Ciagà che hanno inaugurato il mercato insieme alla presidente di Slow Food Lombardia Enrica Agosti e al vicepresidente nazionale Lorenzo Berlendis.

Rifacendosi ai valori di Expo 2015, il mercato propone inoltre laboratori, approfondimenti e corsi di cucina, diventando così uno spazio di socializzazione e di divulgazione di un consumo più consapevole e un percorso formativo di sensibilizzazione all’alimentazione, vista come atto finale di un processo produttivo e culturale, oltre che momento di educazione al gusto e, soprattutto, al valore della biodiversità.

Alda Fantin

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