19/07/2016

Food Travel Monitor 2016, ecco cosa cerca il turista gastronomico

La ricerca presentata dalla World Food Travel Association. Roberta Garibaldi: con Ea(s)t Lombardy una risposta concreta a quanto emerge dall’analisi

E tu, che turista enogastronomico sei? La varie tipologie possibili e tutti i numeri del comparto sono esaminati dal Food Travel Monitor 2016, il più importante studio internazionale sul turismo enogastronomico, presentato per la terza volta nella storia - la prima in cui partecipa anche l’Italia - dalla World Food Travel Association, organizzazione non governativa e autorità a livello mondiale del settore, assieme all’Università della California. Presso il ristorante Don Carlos del Grand Hotel et de Milan, Roberta Garibaldi, direttore scientifico di East Lombardy, ha raccontato nei giorni scorsi quest’importante studio, in occasione dell’anteprima italiana. Partendo dall’analisi della nuova schiera dei culinary travellers, vera e propria categoria di viaggiatori mossi più dalla curiosità verso cibo emete enogastronomiche, che da monumenti e luoghi.

Il tema dello studio è il cibo all’interno dell’offerta turistica di un Paese: sono stati così  analizzati 11 Stati, tra cui l’Italia, chiedendo agli intervistati alcune informazioni sulle loro scelte turistiche e le motivazioni che li spingono a visitare una meta piuttosto che un’altra. Il 93% ha affermato di aver viaggiato, almeno una volta nella vita, per motivi… di gusto. In Italia, Paese dove la buona cucina è di casa, ha risposto in questi modo “solo” il 21% degli intervistati, ma negli ultimi 5 anni la percentuale è molto aumentata. Si è addirittura evidenziato come negli Stati Uniti la propensione a questo tipo di viaggio sia superiore, economicamente parlando, al reddito dei viaggiatori stessi. 

Il 93% del campione ha affermato di aver viaggiato, almeno una volta nella vita, per motivi… di gusto. In Italia, Paese dove la buona cucina è di casa, ha risposto in questi modo “solo” il 21% degli intervistati, ma negli ultimi 5 anni la percentuale è molto aumentata

Un altro dato evidenziato riguarda gli acquisti gastronomici effettuati una volta tornati nel proprio Paese d’origine: i prodotti comprati durante le vacanze saranno gli stessi che i turisti ricercheranno a casa loro, per questo è di fondamentale importanza attuare una promozione del territorio, prima e dopo il viaggio stesso, per incrementare anche l’indotto.

La ricerca ha stilato 13 profili “psicoculinari” del turista enogastronomico internazionale: c’è l’autentico, ossia colui che desidera la tradizione; l’innovativo, che sperimenta cose nuove e raramente torna nello stesso posto; l’eclettico, che vuole diverse esperienze e le più varie possibili; il social, ovvero colui che ricerca le amicizie seduto a tavola; il locale, che non si spinge oltre i bar o ristoranti della zona, di qualunque categoria essi siano; il biologico; il gourmet; l’avventuroso, che punta ad assaggiare di tutto, specialmente alimenti o bevande uniche nel loro genere; il budget, che non punta un cibo particolare e sta attento alla spesa; l’abitudinario, che frequenta solo i posti che conosce evitando sorprese; l’esteta, che predilige l’ambiente sul cibo stesso, cercando ad esempio ristoranti a tema; il vegetariano e, infine, il trendy, desideroso di esperienze legate alla moda. Ovviamente non sono tredici categorie fisse, ma il food traveller in questione può appartenere a diversi gruppi.

Ma com’è vista l’Italia all’estero? In modo molto positivo, entrando in quasi tutte le top ten dei Paesi intervistati, superando competitor come la Francia e la Spagna. La Cina indica la Penisola come l’unica meta gastronomica al di fuori dell’Oriente, mentre per gli Stati Uniti l’Italia è l’unica nazione citata nella classifica come destinazione estera.

Roberta Garibaldi ha sottolineato anche come East Lombardy insista sulla valorizzazione enogastronomica italiana: si sta creando una grossa rete tra province, sindaci ed enti del territorio per la promozione dello stesso, collegando hotel, rivenditori e produttori con precisi criteri di adesione, come la sostenibilità e l’avere prodotti tipici. È attivo un piano di comunicazione e si sta lavorando con gli operatori per far emergere diverse esperienze turistiche territoriali.

La principale tematica che emerge da questo studio, in sostanza, è la ricchezza territoriale che possediamo e che va sfruttata e sperimentata, per aumentare sempre più il turismo e quindi le entrate economiche del nostro Paese.

Chiara Nicolini

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017