14/07/2016

Valbondione, aprono le cascate più alte d'Italia

Il 16 luglio sarà anche festa enogastronomica alla diga del Barbellino. Tra storia, natura e assaggi, ecco tutto quello che c’è da sapere

Il luogo dove rifarsi delle tante amarezze della vita. Così Giovanni Maironi da Ponte, scienziato e scrittore italiano del XVI secolo, definì la bellezza dello spumeggiante getto d’acqua generato dalle limpide acque del Barbellino: le cascate del Serio, un triplice salto di 315 metri di dislivello, il più alto d'Italia e il secondo in Europa.

Le cascate del Serio nascono nella località turistica di Valbondione, a 1750 metri di altitudine, dall’omonimo fiume lungo 124 chilometri che nella Val Seriana, tra le Alpi Orobie, forma i Laghi di Barbellino Superiore e Inferiore.

Fino al 1931 il maestoso salto d’acqua, alimentato dalle piogge in inverno e dal ghiaccio in estate, era visibile tutto l'anno. Ma nel luogo in cui sorgeva un piccolo lago naturale, a monte delle cascate, venne edificata una diga per la produzione di energia elettrica che, con l'apertura del bacino idrico nel 1932, arrestò il corso del fiume causandone la scomparsa. Solo nel 1969, tramite un accordo con Enel, la diga aprì le sue barriere per far rivivere nuovamente la bellezza delle vorticose rapide.

Da allora, per sole cinque volte l’anno nell’arco della stagione estiva, la forza della natura si scatena per trenta minuti e getta a valle diecimila metri cubi d’acqua che ruggiscono e si infrangono sulle rocce, lasciando a bocca aperta le migliaia di persone radunate sui prati a valle per godersi lo spettacolo raro e decisamente incantevole.

Per sole cinque volte l’anno nell’arco della stagione estiva, la forza della natura si scatena per trenta minuti e getta a valle diecimila metri cubi d’acqua che ruggiscono e si infrangono sulle rocce, lasciando a bocca aperta le migliaia di persone radunate sui prati a valle

Quest’anno, molto suggestiva e assolutamente da non perdere è l’apertura straordinaria in notturna del 16 luglio, dalle 22 alle 22,30, un’occasione che permette di ammirare l’imponente getto d’acqua che si staglia sotto il cielo stellato, illuminato dai fari della Croce Blu di Gromo.

Per chi volesse ingannare l'attesa, immerso nella natura ma anche nella storia e nei sapori di Valbondione, è possibile partecipare alla camminata enogastronomica "Cascata sotto le stelle, tra gusto e tradizione", a partire dalle 17, con intrattenimenti musicali, rievocazioni di antiche tradizioni, mostre fotografiche e degustazione di prodotti tipici bergamaschi. Tra questi i Casoncelli, piatto caratteristico della Lombardia orientale diffuso con molteplici varianti locali, ma con degli immancabili ingredienti di base: la farcia di questa pasta ripiena dalla tipica forma a mezza luna è costituita da carne, Grana Padano grattugiato ed erbe aromatiche, il tutto condito con abbondante burro, pancetta e salvia.

L’itinerario ha come prima tappa l'antico borgo di Maslana, dove saranno valorizzate le eccellenze enogastronomiche del territorio con aperitivi, antipasti e cena a base di sapori della Val Seriana. Il tragitto proseguirà poi per la località "Pià de l'arda" e terminerà presso l’Osservatorio di Maslana, dove verranno offerti dolci e caffè di fronte allo spettacolo di apertura della diga.

In alternativa, per gustare cascate e prodotti tipici è possibile anche appoggiarsi al rifugio Campel, che propone il ritrovo presso gli impianti della seggiovia e la salita al rifugio per osservare al meglio il cielo stellato. Seguiranno un aperitivo offerto dalla casa, la cena a base di grigliata mista e la discesa in paese per ammirare lo spettacolo e conoscere la storia delle cascate che, come ogni luogo caratteristico, custodiscono un racconto popolare riguardante la loro origine. La leggenda narra infatti di un castello nella Piana del Barbellino abitato da una nobildonna perdutamente innamorata di un pastorello, il quale, fidanzato a sua volta con un'altra ragazza del luogo di umili origini, respinse più volte il suo amore. Presa allora dall'ira e dalla gelosia, la dama rapì la rivale e la fece rinchiudere nelle segrete del castello. Il pianto della ragazza prigioniera fu talmente disperato che le lacrime si trasformarono in ruscelli e torrenti che travolsero ogni cosa, castello e dama compresi, modificando il paesaggio e creando il salto dove oggi si tuffa il Serio.

Alda Fantin

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