Cattedrale di Cremona

Descrizione

Iniziata nel 1107, rimase danneggiata da un terremoto nel 1117 e venne infine consacrata nel 1190, è un interessante esempio di architettura romanica lombarda: è caratterizzata da una facciata ornata da un doppio ordine di logge e da un rosone con coronamento rinascimentale (1274); sul protiro duecentesco, ornato dal fregio dei mesi dell’anno, sono scolpite le statue della Madonna e dei Ss. Patroni Imerio e Omobono (1310).

L’interno ha un aspetto monumentale, sia per le dimensioni sia per il sontuoso apparato decorativo. La pianta a croce latina presenta tre navate anche nel transetto, divise da poderosi pilastri. Lungo la navata centrale corre la galleria dei matronei, con bifore e trifore. L’ampia fascia affrescata compresa tra gli archi e i matronei illustra gli episodi principali della Vita della Vergine e di Cristo (1515-1529) di B. Boccaccino, Bembo, Melone, Romanino, Pordenone e Gatti. Nella controfacciata sono raffigurate una Crocifissione (1521) e una Deposizione (1522) del Pordenone e una Risurrezione (1529) di Gatti. Nell’abside si può ammirare l’affresco di B. Boccaccino Redentore in gloria fra i SS. Imerio, Marcellino, Omobono e Pietro (1506) e il pregevole coro ligneo intagliato (1482-90) del Platina.


La Cattedrale domina la piazza del Comune, fulcro e cuore dell’antica città medioevale. Si trova nel punto più alto della città formando con il Torrazzo e il Battistero il polo della vita religiosa. Di giorno è maestosa, di sera s'illumina di eleganza.

E' una combinazione di stili: l’ingrediente principale è il romanico ma si possono notare anche sentori di gotico e rinascimentale, nonché un pizzico di barocco. Il complesso costituito dal Duomo, dal Battistero e dal Torrazzo risulta completamente staccato dal resto del tessuto urbano, essendo circoscritto da vie e piazze (dopo una serie di demolizioni effettuate nella prima metà del XX secolo).

La facciata principale, affiancata dal Torrazzo, guarda su Piazza del Comune (antica Platea Maior della città medievale), esattamente di fronte al Palazzo Comunale. Rivestita di marmo bianco di Carrara e rosso di Verona dai maestri Campionesi, è caratterizzata da un grande rosone centrale, opera di Giacomo Porrata da Como (secolo XIII secolo). Il fronte è alleggerito da una loggia a due piani, interrotta nel mezzo dall'elegante protiro sormontato da una loggetta a tre arcate, che accolgono le statue di Sant'Imerio, la Vergine Maria e Sant'Omobono. I due leoni che reggono le colonne del protiro sono opera di Giovanni Bono da Bissone.

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Iniziata nel 1107, rimase danneggiata da un terremoto nel 1117 e venne infine consacrata nel 1190, è un interessante esempio di architettura romanica lombarda: è caratterizzata da una facciata ornata da un doppio ordine di logge e da un rosone con coronamento rinascimentale (1274); sul protiro duecentesco, ornato dal fregio dei mesi dell’anno, sono scolpite le statue della Madonna e dei Ss. Patroni Imerio e Omobono (1310).

L’interno ha un aspetto monumentale, sia per le dimensioni sia per il sontuoso apparato decorativo. La pianta a croce latina presenta tre navate anche nel transetto, divise da poderosi pilastri. Lungo la navata centrale corre la galleria dei matronei, con bifore e trifore. L’ampia fascia affrescata compresa tra gli archi e i matronei illustra gli episodi principali della Vita della Vergine e di Cristo (1515-1529) di B. Boccaccino, Bembo, Melone, Romanino, Pordenone e Gatti. Nella controfacciata sono raffigurate una Crocifissione (1521) e una Deposizione (1522) del Pordenone e una Risurrezione (1529) di Gatti. Nell’abside si può ammirare l’affresco di B. Boccaccino Redentore in gloria fra i SS. Imerio, Marcellino, Omobono e Pietro (1506) e il pregevole coro ligneo intagliato (1482-90) del Platina.


La Cattedrale domina la piazza del Comune, fulcro e cuore dell’antica città medioevale. Si trova nel punto più alto della città formando con il Torrazzo e il Battistero il polo della vita religiosa. Di giorno è maestosa, di sera s'illumina di eleganza.

E' una combinazione di stili: l’ingrediente principale è il romanico ma si possono notare anche sentori di gotico e rinascimentale, nonché un pizzico di barocco. Il complesso costituito dal Duomo, dal Battistero e dal Torrazzo risulta completamente staccato dal resto del tessuto urbano, essendo circoscritto da vie e piazze (dopo una serie di demolizioni effettuate nella prima metà del XX secolo).

La facciata principale, affiancata dal Torrazzo, guarda su Piazza del Comune (antica Platea Maior della città medievale), esattamente di fronte al Palazzo Comunale. Rivestita di marmo bianco di Carrara e rosso di Verona dai maestri Campionesi, è caratterizzata da un grande rosone centrale, opera di Giacomo Porrata da Como (secolo XIII secolo). Il fronte è alleggerito da una loggia a due piani, interrotta nel mezzo dall'elegante protiro sormontato da una loggetta a tre arcate, che accolgono le statue di Sant'Imerio, la Vergine Maria e Sant'Omobono. I due leoni che reggono le colonne del protiro sono opera di Giovanni Bono da Bissone.

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