Rotonda di San Lorenzo

Descrizione

Fu fondata tra la fine del XI secolo e l'inizio del XII, probabilmente per volere di Matilde di Canossa su ispirazione della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dedicata a San Lorenzo martire. Ha pianta centrale absidata con un deambulatorio che circonda la navata che è caratterizzata da otto colonne e un soprastante matroneo. Costruita in cotto, secondo la tradizione lombarda del periodo, conserva due colonne di marmo, alcune formelle e pilastrini in pietra di epoca precedente (VI-VIII secolo) provenienti da edifici scomparsi. Originariamente doveva essere interamente affrescata, come mostrano i molti lacerti conservati che rimandano alla scuola bizantina. Nel 1579 la chiesa fu chiusa al culto e da allora fu alterata e inglobata tra case e botteghe, scomparsa la cupola, usata come abitazione, se ne perse la memoria per oltre tre secoli. Riscoperta nel 1908, fu liberata dalle parti architettoniche non pertinenti, restaurata e riaperta al culto. Di proprietà dello Stato, dal 1925 la Rotonda è affidata alla Comunità domenicana, di cui è la sede religiosa, che la custodisce, la tutela e la apre al pubblico attraverso i volontari dell'Associazione per i monumenti domenicani.


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Fu fondata tra la fine del XI secolo e l'inizio del XII, probabilmente per volere di Matilde di Canossa su ispirazione della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dedicata a San Lorenzo martire. Ha pianta centrale absidata con un deambulatorio che circonda la navata che è caratterizzata da otto colonne e un soprastante matroneo. Costruita in cotto, secondo la tradizione lombarda del periodo, conserva due colonne di marmo, alcune formelle e pilastrini in pietra di epoca precedente (VI-VIII secolo) provenienti da edifici scomparsi. Originariamente doveva essere interamente affrescata, come mostrano i molti lacerti conservati che rimandano alla scuola bizantina. Nel 1579 la chiesa fu chiusa al culto e da allora fu alterata e inglobata tra case e botteghe, scomparsa la cupola, usata come abitazione, se ne perse la memoria per oltre tre secoli. Riscoperta nel 1908, fu liberata dalle parti architettoniche non pertinenti, restaurata e riaperta al culto. Di proprietà dello Stato, dal 1925 la Rotonda è affidata alla Comunità domenicana, di cui è la sede religiosa, che la custodisce, la tutela e la apre al pubblico attraverso i volontari dell'Associazione per i monumenti domenicani.


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