TROTA DEL TRENTINO IGP

Descrizione

Si scrive per la prima volta di pesca in Trentino già nell’XI secolo: alcuni testi informano di come il fiume Sarca, principale immissario del lago di Garda, abbia sempre offerto agli abitanti della contea l’opportunità di praticare la pesca, che già all’epoca era sottoposta a regole ferree.

La pesca sui laghi situati entro i confini del principato di Trento era, infatti, amministrata dai principi e dai vescovi e a loro ne spettava la concessione. Un documento del 1257 riporta i patti fra la Curia Vescovile e il pescatore che prendeva in appalto le acque del Principato. Questo restò in vigore fino al 1879, anno in cui venne costituito lo Stabilimento Artificiale di Pescicoltura di Torbole con un proprio statuto e un consiglio direttivo: la pescicoltura di Torbole è ancora oggi in funzione e di proprietà della famiglia Romani. Nel 1983 entrò in vigore la Carta Ittica, una sorta di libro contabile che traccia ancora oggi ogni corso d’acqua, fiume e lago della zona e indica il quantitativo di pesce che può essere pescato. È stata la prima Carta Ittica d’Italia e il punto di riferimento per quelle successive.


Il corpo della trota si presenta affusolato, col dorso color verde o nerastro e i fianchi blu-argento, con macchie visibili più o meno grosse di colore rosso, nere o marroni. Le dimensioni non sono molto grandi: può arrivare a 50 centimetri di lunghezza e a un chilo e mezzo di peso, ma generalmente in commercio si trovano trote che vanno dai due ai tre etti. Come il salmerino, anche la trota del Trentino predilige acque fredde o comunque di temperatura non superiore ai 18°C e vive soprattutto nei fiumi con fondo sassoso o correnti d’acqua molto rapide. Anche questo pesce ha la carne poco grassa, dal caratteristico colore bianco, ed è sconsigliato il suo congelamento, essendoci il rischio di perdere gran parte del suo sapore. Essendo un prodotto IGP, ogni fase del processo produttivo è regolamentata dal disciplinare di produzione: ciascun allevatore deve operare nella zona della provincia di Trento e nel comune di Bagolino (Brescia), seguire le indicazioni per la produzione delle uova, la fecondazione, le tecniche di allevamento e la tipologia di vasche, la tipologia e temperatura dell’acqua, la lavorazione, il confezionamento e la stessa etichettatura.

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Si scrive per la prima volta di pesca in Trentino già nell’XI secolo: alcuni testi informano di come il fiume Sarca, principale immissario del lago di Garda, abbia sempre offerto agli abitanti della contea l’opportunità di praticare la pesca, che già all’epoca era sottoposta a regole ferree.

La pesca sui laghi situati entro i confini del principato di Trento era, infatti, amministrata dai principi e dai vescovi e a loro ne spettava la concessione. Un documento del 1257 riporta i patti fra la Curia Vescovile e il pescatore che prendeva in appalto le acque del Principato. Questo restò in vigore fino al 1879, anno in cui venne costituito lo Stabilimento Artificiale di Pescicoltura di Torbole con un proprio statuto e un consiglio direttivo: la pescicoltura di Torbole è ancora oggi in funzione e di proprietà della famiglia Romani. Nel 1983 entrò in vigore la Carta Ittica, una sorta di libro contabile che traccia ancora oggi ogni corso d’acqua, fiume e lago della zona e indica il quantitativo di pesce che può essere pescato. È stata la prima Carta Ittica d’Italia e il punto di riferimento per quelle successive.


Il corpo della trota si presenta affusolato, col dorso color verde o nerastro e i fianchi blu-argento, con macchie visibili più o meno grosse di colore rosso, nere o marroni. Le dimensioni non sono molto grandi: può arrivare a 50 centimetri di lunghezza e a un chilo e mezzo di peso, ma generalmente in commercio si trovano trote che vanno dai due ai tre etti. Come il salmerino, anche la trota del Trentino predilige acque fredde o comunque di temperatura non superiore ai 18°C e vive soprattutto nei fiumi con fondo sassoso o correnti d’acqua molto rapide. Anche questo pesce ha la carne poco grassa, dal caratteristico colore bianco, ed è sconsigliato il suo congelamento, essendoci il rischio di perdere gran parte del suo sapore. Essendo un prodotto IGP, ogni fase del processo produttivo è regolamentata dal disciplinare di produzione: ciascun allevatore deve operare nella zona della provincia di Trento e nel comune di Bagolino (Brescia), seguire le indicazioni per la produzione delle uova, la fecondazione, le tecniche di allevamento e la tipologia di vasche, la tipologia e temperatura dell’acqua, la lavorazione, il confezionamento e la stessa etichettatura.

Dove puoi trovare questo prodotto

Stagionalità

La Trota del Trentino IGP è allevata tutto l’anno.

Curiosità

Le trote del Trentino IGP vengono immense in commercio fresche, quindi sono facilmente deperibili. Questo pesce è ideale per una cottura in padella, al cartoccio o arrosto, ma anche come ingrediente principe di un risotto, come ripieno di una pasta fresca o base di un ragout.

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