CAPRIANO DEL COLLE DOC

Descrizione

La zona vitata è compresa in soli 25 ettari di terreno e sono secoli che in questo territorio si produce vino, mentre il riconoscimento della DOC è stato ottenuto nel 1980. L’intera zona fa parte del Monte Netto, un altopiano nella zona settentrionale della bassa bresciana che si eleva dalla pianura Padana con i suoi 133 metri sul livello del mare e che nel 2007 è stato riconosciuto come Parco Agricolo Regionale. La conformazione della zona circoscritta al Monte è stata paludosa fino alla messa in pratica delle opere di bonifica che risanarono l’intero territorio e permisero la coltivazione della vite non solo sul Monte Netto ma anche nei terreni circostanti. L’aspetto curioso è che in quel periodo la vite veniva coltivata come pianta medicinale e utilizzata contro la pellagra, malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B.


I vitigni sono il Capriano del Colle DOC Bianco e Bianco Superiore, ottenuti da Trebbiano di Soave o di Lugana, perfetto con antipasti leggeri o piatti di pesce. Esiste anche la tipologia Superiore che indica la stessa tipologia di vino sottoposta a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno dodici mesi, anche in botti di legno, con gradazione minima di 12 gradi. Altra tipologia è il Cipriano del Colle DOC Marzemino, chiamato localmente Berzemino, introdotta solo con la modifica del disciplinare nel 2011: è il vino più rappresentativo del territorio e si ottiene da uve Marzemino in purezza. A differenza del precedente, quest’ultimo si sposa bene con salumi, insaccati, pasta ripiena con sughi di carne e secondi piatti come arrosto o polenta, senza dimenticare i formaggi. Poi si ha il Capriano del Colle DOC Rosso e Rosso Riserva: ottenuti da uve Marzemino, Merlot e Sangiovese, sono entrambi adatti a carni rosse e formaggi e salumi della terra d’origine. La gradazione minima del Capriano del Colle Rosso è di 11 gradi, quella della Riserva 12 gradi. Infine c’è il Capriano del Colle DOC Rosso Novello, prodotto con macerazione carbonica di uve Marzemino, Merlot e Sangiovese, come per il Rosso base e Riserva. Questo procedimento consiste nel chiudere le uve raccolte a mano nelle botti in modo tale che l’anidride carbonica liberata all’inizio della loro fermentazione provochi la “macerazione” delle bucce, favorendo la liberazione dei profumi tipici del novello. La sua gradazione minima deve essere di 11 gradi. Essendo un Novello, accompagna piatti tipici autunnali, particolarmente consigliato con le caldarroste.

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La zona vitata è compresa in soli 25 ettari di terreno e sono secoli che in questo territorio si produce vino, mentre il riconoscimento della DOC è stato ottenuto nel 1980. L’intera zona fa parte del Monte Netto, un altopiano nella zona settentrionale della bassa bresciana che si eleva dalla pianura Padana con i suoi 133 metri sul livello del mare e che nel 2007 è stato riconosciuto come Parco Agricolo Regionale. La conformazione della zona circoscritta al Monte è stata paludosa fino alla messa in pratica delle opere di bonifica che risanarono l’intero territorio e permisero la coltivazione della vite non solo sul Monte Netto ma anche nei terreni circostanti. L’aspetto curioso è che in quel periodo la vite veniva coltivata come pianta medicinale e utilizzata contro la pellagra, malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B.


I vitigni sono il Capriano del Colle DOC Bianco e Bianco Superiore, ottenuti da Trebbiano di Soave o di Lugana, perfetto con antipasti leggeri o piatti di pesce. Esiste anche la tipologia Superiore che indica la stessa tipologia di vino sottoposta a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno dodici mesi, anche in botti di legno, con gradazione minima di 12 gradi. Altra tipologia è il Cipriano del Colle DOC Marzemino, chiamato localmente Berzemino, introdotta solo con la modifica del disciplinare nel 2011: è il vino più rappresentativo del territorio e si ottiene da uve Marzemino in purezza. A differenza del precedente, quest’ultimo si sposa bene con salumi, insaccati, pasta ripiena con sughi di carne e secondi piatti come arrosto o polenta, senza dimenticare i formaggi. Poi si ha il Capriano del Colle DOC Rosso e Rosso Riserva: ottenuti da uve Marzemino, Merlot e Sangiovese, sono entrambi adatti a carni rosse e formaggi e salumi della terra d’origine. La gradazione minima del Capriano del Colle Rosso è di 11 gradi, quella della Riserva 12 gradi. Infine c’è il Capriano del Colle DOC Rosso Novello, prodotto con macerazione carbonica di uve Marzemino, Merlot e Sangiovese, come per il Rosso base e Riserva. Questo procedimento consiste nel chiudere le uve raccolte a mano nelle botti in modo tale che l’anidride carbonica liberata all’inizio della loro fermentazione provochi la “macerazione” delle bucce, favorendo la liberazione dei profumi tipici del novello. La sua gradazione minima deve essere di 11 gradi. Essendo un Novello, accompagna piatti tipici autunnali, particolarmente consigliato con le caldarroste.

Dove puoi trovare questo prodotto

Abbinamenti

Piatti leggeri di pesce o antipasti per i bianchi; piatti più consistenti, dai primi alle carni, per i rossi. Ideali anche i formaggi e i salumi del territorio di vocazione.

Curiosità

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017