ALTO MINCIO IGT

Descrizione

La zona della IGP Alto Mincio comprende un’area collinare della provincia di Mantova, definita ‘morenica’ perché appartenente all’Anfiteatro Morenico del Garda con quote massime di 200 m di altitudine.

La coltivazione della vite in questo territorio ha origini antiche: uno scavo archeologico nelle colline ha portato alla luce una ciotola di vinaccioli risalente al Neolitico. Dopo gli Etruschi, è il poeta Virgilio, di origine mantovana, a descrivere duemila anni fa la coltivazione di questa pianta nella sua quinta Bucolica. Altre testimonianze importanti risalgono alle lettere di Isabella d’Este scritte durante il suo viaggio sul lago di Garda nel 1535 e a un documento del 1588 dell’Archivio di Stato di Mantova.


Le tipologie della IGP Alto Mincio devono essere le seguenti: bianchi (anche nelle tipologie frizzante e passito), rossi (frizzanti passiti e novelli) o rosati (anche nella tipologia frizzante). Ognuno deve contenere almeno l’85% di uno dei seguenti vitigni: Merlot, Cabernet, Sangiovese, Rondinella, Molinara, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Sauvignon, Riesling, Garganega e Pinot nero (anche vinificato in bianco). Il restante 15% può essere composto da uve di vitigni non aromatici coltivati nella Regione Lombardia. La produzione osserva il disciplinare d’Indicazione Geografica Tipica che ne regola la quantità per ettaro, le operazioni di vinificazione e il relativo luogo, la resa massima dell’uva in vino finito.

Le gradazioni minime sono 11° per l’Alto Mincio novello; 12° per il bianco passito o rosso passito; i rimanenti (Alto Mincio rosso, Alto Mincio rosato e Alto Mincio bianco) hanno un titolo alcolometrico volumico di 10°. 

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La zona della IGP Alto Mincio comprende un’area collinare della provincia di Mantova, definita ‘morenica’ perché appartenente all’Anfiteatro Morenico del Garda con quote massime di 200 m di altitudine.

La coltivazione della vite in questo territorio ha origini antiche: uno scavo archeologico nelle colline ha portato alla luce una ciotola di vinaccioli risalente al Neolitico. Dopo gli Etruschi, è il poeta Virgilio, di origine mantovana, a descrivere duemila anni fa la coltivazione di questa pianta nella sua quinta Bucolica. Altre testimonianze importanti risalgono alle lettere di Isabella d’Este scritte durante il suo viaggio sul lago di Garda nel 1535 e a un documento del 1588 dell’Archivio di Stato di Mantova.


Le tipologie della IGP Alto Mincio devono essere le seguenti: bianchi (anche nelle tipologie frizzante e passito), rossi (frizzanti passiti e novelli) o rosati (anche nella tipologia frizzante). Ognuno deve contenere almeno l’85% di uno dei seguenti vitigni: Merlot, Cabernet, Sangiovese, Rondinella, Molinara, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Sauvignon, Riesling, Garganega e Pinot nero (anche vinificato in bianco). Il restante 15% può essere composto da uve di vitigni non aromatici coltivati nella Regione Lombardia. La produzione osserva il disciplinare d’Indicazione Geografica Tipica che ne regola la quantità per ettaro, le operazioni di vinificazione e il relativo luogo, la resa massima dell’uva in vino finito.

Le gradazioni minime sono 11° per l’Alto Mincio novello; 12° per il bianco passito o rosso passito; i rimanenti (Alto Mincio rosso, Alto Mincio rosato e Alto Mincio bianco) hanno un titolo alcolometrico volumico di 10°. 

Dove puoi trovare questo prodotto

Abbinamenti

Essendo una grande varietà di vini, l’abbinamento è quello classico: piatti delicati con i bianchi e i rosati, piatti un po’ più complessi o carne e selvaggina con il rosso, infine i passiti sono ottimi con i dolci e con formaggi delicati.

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017