Teatro Grande

Descrizione

Il Teatro. Opera del 1739 dell'architetto Carlo Manfredi, sorge nello stesso luogo dove un secolo prima, nel 1664, era nato il primo teatro pubblico a Brescia, voluto dall'Accademia degli Erranti. Vennero aggiunte, ideate da Gaspare Turbino, nel 1789 la facciata con le tre grandi arcate che s'inseriscono nei portici di Corso Zanardelli e, successivamente, la scalinata monumentale che conduce all'entrata del Teatro. La sala teatrale, progettata in stile neoclassico dall'architetto Luigi Canonica nel 1806, a forma di ferro di cavallo, presenta cinque ordini di palchi con loggette affrescate e arricchite da stucchi e decorazioni dorate; per la decorazione (persa nel 1860 per introdurre l'illuminazione a gas ma rifatta pochi anni dopo) Giuseppe Teosa si ispirò alla Scala di Milano.


Il Ridotto, uno dei più pregevoli esempi di Rococò bresciano, è una sala annessa al Teatro Grande costruita fra il 1761 e il 1769 dall'architetto Antonio Marchetti, secondo un progetto del padre Giovan Battista, utilizzata soprattutto per i concerti cameristici. A pianta rettangolare con un ordine gigante per i primi due piani sormontato da un loggiato in ordine attico, la sala presenta ricche decorazioni con affreschi, stucchi dorati, specchi e tre ordini di balconcini che permettono agli spettatori di affacciarsi. Pregevole è il soffitto con la finta balaustra che dà sul cielo, animato da numerose figure di divinità olimpiche, dipinto da Francesco Zugno, allievo di Tiepolo, Pietro Scalvini e Francesco Battaglioli (architetture prospettiche).

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Il Teatro. Opera del 1739 dell'architetto Carlo Manfredi, sorge nello stesso luogo dove un secolo prima, nel 1664, era nato il primo teatro pubblico a Brescia, voluto dall'Accademia degli Erranti. Vennero aggiunte, ideate da Gaspare Turbino, nel 1789 la facciata con le tre grandi arcate che s'inseriscono nei portici di Corso Zanardelli e, successivamente, la scalinata monumentale che conduce all'entrata del Teatro. La sala teatrale, progettata in stile neoclassico dall'architetto Luigi Canonica nel 1806, a forma di ferro di cavallo, presenta cinque ordini di palchi con loggette affrescate e arricchite da stucchi e decorazioni dorate; per la decorazione (persa nel 1860 per introdurre l'illuminazione a gas ma rifatta pochi anni dopo) Giuseppe Teosa si ispirò alla Scala di Milano.


Il Ridotto, uno dei più pregevoli esempi di Rococò bresciano, è una sala annessa al Teatro Grande costruita fra il 1761 e il 1769 dall'architetto Antonio Marchetti, secondo un progetto del padre Giovan Battista, utilizzata soprattutto per i concerti cameristici. A pianta rettangolare con un ordine gigante per i primi due piani sormontato da un loggiato in ordine attico, la sala presenta ricche decorazioni con affreschi, stucchi dorati, specchi e tre ordini di balconcini che permettono agli spettatori di affacciarsi. Pregevole è il soffitto con la finta balaustra che dà sul cielo, animato da numerose figure di divinità olimpiche, dipinto da Francesco Zugno, allievo di Tiepolo, Pietro Scalvini e Francesco Battaglioli (architetture prospettiche).

Caffè del Teatro

Aperto al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 21, compatibilmente con l'attività del teatro.
Attiva Wi-fi area che consente di connettersi a Internet gratuitamente.

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Aperto al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 21, compatibilmente con l'attività del teatro.
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