Palazzo Stanga-Trecco

Descrizione

Ha una storia lunga e complessa palazzo Stanga Trecco, monumentale edificio dal ricco prospetto frutto di un rifacimento ottocentesco che si staglia di fronte alla chiesa di S. Vincenzo, al civico 36 di via Palestro a Cremona.

La costruzione attuale è il rifacimento settecentesco di un edificio rinascimentale del quale a suo tempo fu salvaguardato il prospetto in cotto tuttora visibile sul lato occidentale del cortile, segnato da archi su colonne e scandito da archivolti con fregi e tondi decorati da profili di imperatori.

All'apporto neoclassico di Faustino Rodi è invece da attribuire - tra gli altri - l'elegante scalone neoclassico a doppia rampa con nicchie per statue e cupola ellittica doppia. Risale invece all'intervento di Pietro Marchetti del 1858 coi caratteri del barocchetto la facciata su via Palestro, caratterizzata da finestre sagomate, arcate polilobate, cornici e decorazioni in ferro battuto.


Di particolare pregio gli arredi interni, con maestosi saloni dai soffitti in legno dorato; secondo la tradizione nella sala che ne prende il nome, dal grande letto a baldacchino, avrebbe alloggiato Napoleone Bonaparte nel corso del suo soggiorno cremonese.

Nel Palazzo trova sede attualmente la sezione staccata dell’ITAS “Stanga” di Cremona, secondo il modo testamentario voluto dall’ultimo discendente che ha donato il Palazzo alla Scuola di Agraria.

Gli ambienti nobili del primo piano verso il giardino sono utilizzati come spazio espositivo per mostre temporanee e comprendono anche la pregevole “Stanza Nuziale", recentemente restaurata dalla Provincia di Cremona e resa visitabile anche al pubblico. Molti spazi del palazzo sono, però, ancora inutilizzati, soprattutto gli ambienti dell' "appartamento famigliare" verso via Palestro, pregevoli per le loro decorazioni di gusto eclettico.

Il Palazzo è ora di proprietà della Provincia di Cremona, in virtù dei disposti della L. 23/96, per la quale i beni immobili delle scuole di ordine secondario sono passate sotto la gestione delle Province.

I volontari Touring per il patrimonio culturale rendono  accessibile al pubblico il complesso, terzo sito dell'iniziativa Aperti per Voi a Cremona dopo la chiesa di S. Maria Maddalena e i resti archeologici della strada basolata romana.

Continua

Ha una storia lunga e complessa palazzo Stanga Trecco, monumentale edificio dal ricco prospetto frutto di un rifacimento ottocentesco che si staglia di fronte alla chiesa di S. Vincenzo, al civico 36 di via Palestro a Cremona.

La costruzione attuale è il rifacimento settecentesco di un edificio rinascimentale del quale a suo tempo fu salvaguardato il prospetto in cotto tuttora visibile sul lato occidentale del cortile, segnato da archi su colonne e scandito da archivolti con fregi e tondi decorati da profili di imperatori.

All'apporto neoclassico di Faustino Rodi è invece da attribuire - tra gli altri - l'elegante scalone neoclassico a doppia rampa con nicchie per statue e cupola ellittica doppia. Risale invece all'intervento di Pietro Marchetti del 1858 coi caratteri del barocchetto la facciata su via Palestro, caratterizzata da finestre sagomate, arcate polilobate, cornici e decorazioni in ferro battuto.


Di particolare pregio gli arredi interni, con maestosi saloni dai soffitti in legno dorato; secondo la tradizione nella sala che ne prende il nome, dal grande letto a baldacchino, avrebbe alloggiato Napoleone Bonaparte nel corso del suo soggiorno cremonese.

Nel Palazzo trova sede attualmente la sezione staccata dell’ITAS “Stanga” di Cremona, secondo il modo testamentario voluto dall’ultimo discendente che ha donato il Palazzo alla Scuola di Agraria.

Gli ambienti nobili del primo piano verso il giardino sono utilizzati come spazio espositivo per mostre temporanee e comprendono anche la pregevole “Stanza Nuziale", recentemente restaurata dalla Provincia di Cremona e resa visitabile anche al pubblico. Molti spazi del palazzo sono, però, ancora inutilizzati, soprattutto gli ambienti dell' "appartamento famigliare" verso via Palestro, pregevoli per le loro decorazioni di gusto eclettico.

Il Palazzo è ora di proprietà della Provincia di Cremona, in virtù dei disposti della L. 23/96, per la quale i beni immobili delle scuole di ordine secondario sono passate sotto la gestione delle Province.

I volontari Touring per il patrimonio culturale rendono  accessibile al pubblico il complesso, terzo sito dell'iniziativa Aperti per Voi a Cremona dopo la chiesa di S. Maria Maddalena e i resti archeologici della strada basolata romana.

East Lombardy è regione europea
della gastronomia 2017