BERTÙ DI SAN LORENZO

Descrizione

I bertù sono una tipica pasta ripiena bergamasca che, a differenza dei più conosciuti casoncelli e scarpinocc, sono rimasti racchiusi nella tradizione culinaria della sola cittadina di Rovetta, nella provincia di Bergamo. Il loro nome deriva dal termine “berta” che nel dialetto gaì dei pastori bergamaschi, ormai parlato solo in Val Seriana e Val Camonica, significa “orecchio”, per la particolare forma dei ravioli.

La storia dei bertù è molto curiosa: scomparsi durante tutto il Novecento, tornano in essere solo nel 2009 grazie a un’azione congiunta diretta dalla Pro Loco di  Rovetta, dallo chef Matteo Teli del ristorante Vecchio Mulino di Rovetta, e da Mike Patrick, chef di Atlanta. Patrick viene a conoscenza di questa particolare ricetta consultando l’Encyclopedia of pasta di Orietta Zanini De Vita (University Press California, 2009) e contatta la Pro Loco per ottenere maggiori informazioni. Chiedendo agli anziani del paese e alle poche persone che conoscevano questo piatto, torna in vita l’antica ricetta. Successivamente lo chef Teli affianca la Pro Loco nel tentativo di valorizzare la ricetta e la inserisce nel menù del suo ristorante.

La sfoglia è leggermente scura poiché la farina è integrale con l’aggiunta di un pizzico di crusca, si utilizzano meno uova che nelle paste sfoglie classiche e l’ingrediente principale del ripieno è il cotechino bergamasco con il Grana Padano. Vengono conditi con formaggio e abbondante burro fuso, salvia e pancetta.

foto da ìsapori.valseriana.eu


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I bertù sono una tipica pasta ripiena bergamasca che, a differenza dei più conosciuti casoncelli e scarpinocc, sono rimasti racchiusi nella tradizione culinaria della sola cittadina di Rovetta, nella provincia di Bergamo. Il loro nome deriva dal termine “berta” che nel dialetto gaì dei pastori bergamaschi, ormai parlato solo in Val Seriana e Val Camonica, significa “orecchio”, per la particolare forma dei ravioli.

La storia dei bertù è molto curiosa: scomparsi durante tutto il Novecento, tornano in essere solo nel 2009 grazie a un’azione congiunta diretta dalla Pro Loco di  Rovetta, dallo chef Matteo Teli del ristorante Vecchio Mulino di Rovetta, e da Mike Patrick, chef di Atlanta. Patrick viene a conoscenza di questa particolare ricetta consultando l’Encyclopedia of pasta di Orietta Zanini De Vita (University Press California, 2009) e contatta la Pro Loco per ottenere maggiori informazioni. Chiedendo agli anziani del paese e alle poche persone che conoscevano questo piatto, torna in vita l’antica ricetta. Successivamente lo chef Teli affianca la Pro Loco nel tentativo di valorizzare la ricetta e la inserisce nel menù del suo ristorante.

La sfoglia è leggermente scura poiché la farina è integrale con l’aggiunta di un pizzico di crusca, si utilizzano meno uova che nelle paste sfoglie classiche e l’ingrediente principale del ripieno è il cotechino bergamasco con il Grana Padano. Vengono conditi con formaggio e abbondante burro fuso, salvia e pancetta.

foto da ìsapori.valseriana.eu


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Curiosità

Dal 2012 a Rovetta si tiene ogni agosto la sagra interamente dedicata ai bertù.

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