Sabbioneta

Descrizione

Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale
Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga. Mantova, una città le cui tracce risalgono all’epoca romana, fu rinnovata nei secoli XV e XVI attraverso opere urbanistiche, architettoniche e di ingegneria idraulica. Il contributo di architetti della fama di Leon Battista Alberti e Giulio Romano e di pittori come Andrea Mantenga, fecero di Mantova una eminente capitale del Rinascimento. Sabbioneta rappresenta la costruzione di una città interamente nuova, secondo la visione moderna e funzionale del Rinascimento. Le mura difensive, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti fanno di Sabbioneta uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa. Le due città rappresentano due tappe significative della pianificazione territoriale e degli interventi urbanistici intrapresi dai Gonzaga nei loro domini.


Sabbioneta: la città nuova, città ideale
Sabbioneta fu interamente concepita dal suo principe Vespasiano Gonzaga Colonna, che la ereditò nel 1544. Vespasiano, personalità eccentrica, intelletto curioso e colto, dal 1555 fino alla sua morte crea la sua città, ispirandosi alla Roma Imperiale. Dove prima c’erano soltanto una rocca e un antico insediamento, in soli 35 anni sorge uno spazio urbano sapientemente organizzato e razionalmente costruito, dotato di una cinta muraria e arricchito con magnifici palazzi e giardini. Questa tipologia di città, frutto di una precisa volontà e non di lenti cambiamenti sedimentati nei secoli, viene definita urbs condita.

Attenendosi agli ideali utopici del Rinascimento, basati su ordine e razionalità, simmetria e rigore, Vespasiano progettò una città con importanti elementi di concreta strategia difensiva: racchiusa in una cinta bastionata a forma di stella, con la pianta a scacchiera di ispirazione romana, Sabbioneta costituisce la perfetta e rara sintesi di idealità e pragmatismo.

Il duca non si occupò solo del progetto urbanistico ma curò anche gli aspetti architettonici e decorativi. Nei cicli decorativi dei vari edifici e saloni, attraverso allegorie e temi mitologici, egli espresse la sua azione di Princeps, il sovrano-filosofo in grado di vivificare culturalmente e di difendere la città.

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Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale
Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga. Mantova, una città le cui tracce risalgono all’epoca romana, fu rinnovata nei secoli XV e XVI attraverso opere urbanistiche, architettoniche e di ingegneria idraulica. Il contributo di architetti della fama di Leon Battista Alberti e Giulio Romano e di pittori come Andrea Mantenga, fecero di Mantova una eminente capitale del Rinascimento. Sabbioneta rappresenta la costruzione di una città interamente nuova, secondo la visione moderna e funzionale del Rinascimento. Le mura difensive, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti fanno di Sabbioneta uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa. Le due città rappresentano due tappe significative della pianificazione territoriale e degli interventi urbanistici intrapresi dai Gonzaga nei loro domini.


Sabbioneta: la città nuova, città ideale
Sabbioneta fu interamente concepita dal suo principe Vespasiano Gonzaga Colonna, che la ereditò nel 1544. Vespasiano, personalità eccentrica, intelletto curioso e colto, dal 1555 fino alla sua morte crea la sua città, ispirandosi alla Roma Imperiale. Dove prima c’erano soltanto una rocca e un antico insediamento, in soli 35 anni sorge uno spazio urbano sapientemente organizzato e razionalmente costruito, dotato di una cinta muraria e arricchito con magnifici palazzi e giardini. Questa tipologia di città, frutto di una precisa volontà e non di lenti cambiamenti sedimentati nei secoli, viene definita urbs condita.

Attenendosi agli ideali utopici del Rinascimento, basati su ordine e razionalità, simmetria e rigore, Vespasiano progettò una città con importanti elementi di concreta strategia difensiva: racchiusa in una cinta bastionata a forma di stella, con la pianta a scacchiera di ispirazione romana, Sabbioneta costituisce la perfetta e rara sintesi di idealità e pragmatismo.

Il duca non si occupò solo del progetto urbanistico ma curò anche gli aspetti architettonici e decorativi. Nei cicli decorativi dei vari edifici e saloni, attraverso allegorie e temi mitologici, egli espresse la sua azione di Princeps, il sovrano-filosofo in grado di vivificare culturalmente e di difendere la città.

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