Chiavedibacco restaurant - lounge bar

Descrizione

Lounge bar di design, apprezzato lo stile, la cucina e l’ambiente


All’epoca in cui la colonia cremonese venne istituita dai romani (218 a.C.), il grande fiume Po si spingeva fino in questo punto e, sulla sua sponda, a ridosso del primo nucleo urbano, insistevano edifici adibiti a diversi usi.

Le recenti diverse campagne di scavi archeologici, protrattesi per diversi anni, hanno restituito molte informazioni sul periodo romano della città e, tra i reperti emersi, si sono portati alla luce i resti di una suntuosa villa di epoca augustea. Si trattava di una villa monumentale, decorata con affreschi databili tra il 41 a.c. e il 14 d.c., che si sviluppava su un’estensione di 4 mila metri quadrati, di cui gli scavi hanno portato in luce 16 ambienti.

Gli scavi hanno confermato che la villa venne completamente distrutta, come il resto della città, nel 69 d.C., messa a ferra e fuoco da 40 mila uomini, per 4 giorni, confermando la narrazione di Tacito (Historie III, 34). I reperti relativi a queste indagini archeologiche sono visitabili presso il Museo di San Lorenzo, ubicato nella via omonima al civico 4.

La città rinacque, dalle sue macerie, e, nel corso dei secoli, il fiume Po deviò il suo corso allontanandosi dal nucleo urbano lasciando nuovi spazi pronti per essere abitati.

Nel VII secolo, una potente famiglia cremonese, i De’ Ribaldi, fecero innalzare vicino alla propria abitazione due chiese con chiostri; una dedicata ai SS. Cosma e Damiano e l’altra a San Vitale; la prima venne eretta nell’attuale piazza antistante il Museo del Violino, mentre la seconda, ancora esistente, è situata sul retro dello stesso museo.

Le due chiese vennero rette dalla congregazione dei Benedettini fino a quando, nel 1534, la prima venne ceduta ai frati Minori Osservanti di San Francesco e, nel 1561 la seconda, cioè San Vitale venne ceduta ad una congregazione che “raccoglieva” orfani: la Società dei Servi dei poveri - fondata nel 1558 da San Girolamo Emiliani -. I frati Minori Osservanti di San Francesco in quegli anni persero la proprietà delle case e della loro chiesa, dedicata a Sant’Angelo, ubicate nei sobborghi della città nell’attuale via Brescia. Nell’arco di pochi anni questi ultimi, grazie a copiose elemosine ed elargizioni modificarono e ampliarono il chiostro e la chiesa dei SS. Cosma e Damiano intitolandola, in onore alla loro precedente, a Sant’Angelo. Nel 1810, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi imposta dal governo napoleonico, i frati Minori Osservanti di San Francesco confluirono nel clero secolare; la chiesa divenne una sussidiaria della parrocchia di San Pietro al Porto, mentre il chiostro venne venduto e convertito in ricovero per giovani ragazze.

Negli anni trenta del secolo scorso il convitto e la chiesa di Sant’Angelo, decorata con opere di grandi pittori cremonesi come Giovanni Francesco Bembo, Lorenzo Natali e del Malosso e che ospitava tombe di personaggi famosi, alcuni appartenenti a famiglie nobili locali, vennero demoliti per realizzare il Palazzo dell’Arte con l’annessa grande piazza, da allora dedicata all’inventore italiano Guglielmo Marconi.

Il Palazzo venne realizzato sul progetto dell’architetto napoletano Carlo Cocchia - architetto di spicco del razionalismo italiano - il quale volle fondere la cultura costruttiva del classico laterizio cotto cremonese e quello della cultura partenopea, disponendo in modo originale i mattoni in prossimità delle finestre, simulando in questo modo i tappeti che venivano arieggiati alle finestre nelle case nobili partenopee. A causa del conflitto mondiale il palazzo venne completato nel 1947 senza aver mai assolto la funzione per la quale era stato ideato. Dal 1958, per oltre 30 anni, il palazzo fu sede della cospicua collezione Ottocentesca del Museo di Storia Naturale e, successivamente, fino a pochi anni fa della scuola di Arredamento e di Liuteria. La piazza venne adibita a parcheggio e come sede del mercato degli ambulanti.

Oggi, grazie al prezioso contributo dalla Fondazione Arvedi Buschini e all’Amministrazione Comunale di Cremona, Palazzo dell’Arte con l’annessa piazza hanno riacquistato l’importanza che meritano, facendoli diventare un punto di riferimento internazionale della liuteria e della cultura.

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Lounge bar di design, apprezzato lo stile, la cucina e l’ambiente


All’epoca in cui la colonia cremonese venne istituita dai romani (218 a.C.), il grande fiume Po si spingeva fino in questo punto e, sulla sua sponda, a ridosso del primo nucleo urbano, insistevano edifici adibiti a diversi usi.

Le recenti diverse campagne di scavi archeologici, protrattesi per diversi anni, hanno restituito molte informazioni sul periodo romano della città e, tra i reperti emersi, si sono portati alla luce i resti di una suntuosa villa di epoca augustea. Si trattava di una villa monumentale, decorata con affreschi databili tra il 41 a.c. e il 14 d.c., che si sviluppava su un’estensione di 4 mila metri quadrati, di cui gli scavi hanno portato in luce 16 ambienti.

Gli scavi hanno confermato che la villa venne completamente distrutta, come il resto della città, nel 69 d.C., messa a ferra e fuoco da 40 mila uomini, per 4 giorni, confermando la narrazione di Tacito (Historie III, 34). I reperti relativi a queste indagini archeologiche sono visitabili presso il Museo di San Lorenzo, ubicato nella via omonima al civico 4.

La città rinacque, dalle sue macerie, e, nel corso dei secoli, il fiume Po deviò il suo corso allontanandosi dal nucleo urbano lasciando nuovi spazi pronti per essere abitati.

Nel VII secolo, una potente famiglia cremonese, i De’ Ribaldi, fecero innalzare vicino alla propria abitazione due chiese con chiostri; una dedicata ai SS. Cosma e Damiano e l’altra a San Vitale; la prima venne eretta nell’attuale piazza antistante il Museo del Violino, mentre la seconda, ancora esistente, è situata sul retro dello stesso museo.

Le due chiese vennero rette dalla congregazione dei Benedettini fino a quando, nel 1534, la prima venne ceduta ai frati Minori Osservanti di San Francesco e, nel 1561 la seconda, cioè San Vitale venne ceduta ad una congregazione che “raccoglieva” orfani: la Società dei Servi dei poveri - fondata nel 1558 da San Girolamo Emiliani -. I frati Minori Osservanti di San Francesco in quegli anni persero la proprietà delle case e della loro chiesa, dedicata a Sant’Angelo, ubicate nei sobborghi della città nell’attuale via Brescia. Nell’arco di pochi anni questi ultimi, grazie a copiose elemosine ed elargizioni modificarono e ampliarono il chiostro e la chiesa dei SS. Cosma e Damiano intitolandola, in onore alla loro precedente, a Sant’Angelo. Nel 1810, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi imposta dal governo napoleonico, i frati Minori Osservanti di San Francesco confluirono nel clero secolare; la chiesa divenne una sussidiaria della parrocchia di San Pietro al Porto, mentre il chiostro venne venduto e convertito in ricovero per giovani ragazze.

Negli anni trenta del secolo scorso il convitto e la chiesa di Sant’Angelo, decorata con opere di grandi pittori cremonesi come Giovanni Francesco Bembo, Lorenzo Natali e del Malosso e che ospitava tombe di personaggi famosi, alcuni appartenenti a famiglie nobili locali, vennero demoliti per realizzare il Palazzo dell’Arte con l’annessa grande piazza, da allora dedicata all’inventore italiano Guglielmo Marconi.

Il Palazzo venne realizzato sul progetto dell’architetto napoletano Carlo Cocchia - architetto di spicco del razionalismo italiano - il quale volle fondere la cultura costruttiva del classico laterizio cotto cremonese e quello della cultura partenopea, disponendo in modo originale i mattoni in prossimità delle finestre, simulando in questo modo i tappeti che venivano arieggiati alle finestre nelle case nobili partenopee. A causa del conflitto mondiale il palazzo venne completato nel 1947 senza aver mai assolto la funzione per la quale era stato ideato. Dal 1958, per oltre 30 anni, il palazzo fu sede della cospicua collezione Ottocentesca del Museo di Storia Naturale e, successivamente, fino a pochi anni fa della scuola di Arredamento e di Liuteria. La piazza venne adibita a parcheggio e come sede del mercato degli ambulanti.

Oggi, grazie al prezioso contributo dalla Fondazione Arvedi Buschini e all’Amministrazione Comunale di Cremona, Palazzo dell’Arte con l’annessa piazza hanno riacquistato l’importanza che meritano, facendoli diventare un punto di riferimento internazionale della liuteria e della cultura.

Specialità

OGNI GIORNO (tranne lunedì) - Colazioni ricche e speciali, pranzi, pranzi di lavoro, Aperitivo, Cena e Dopocena con cocktail speciali. Sia all’interno nel locale climatizzato, sia nello splendido spazio esterno.

MERCOLEDI (ogni mercoledì d’estate) serata PAELLA. Restano il menu alla carta e la Pizza ma il piatto della serata è la PAELLA.

Le nuove PIZZE GOURMET - Note di Gusto propone, oltre alla pizza tradizionale, le nuove pizze Gourmet come piatto speciale, naturalmente le pizze vengono proposte e servite anche alla Chiave di Bacco.

PRIMI PIATTI

Risotto scampi, ananas e curry, Marubini ai tre brodi, risotto agli asparagi con coscetta disossata di quaglia

SECONDI PIATTI

Filetto d'agnello al forno con le taccole, Tagliata di manzo con patate al forno, Tartare di tonno su misticanza

Continua

OGNI GIORNO (tranne lunedì) - Colazioni ricche e speciali, pranzi, pranzi di lavoro, Aperitivo, Cena e Dopocena con cocktail speciali. Sia all’interno nel locale climatizzato, sia nello splendido spazio esterno.

MERCOLEDI (ogni mercoledì d’estate) serata PAELLA. Restano il menu alla carta e la Pizza ma il piatto della serata è la PAELLA.

Le nuove PIZZE GOURMET - Note di Gusto propone, oltre alla pizza tradizionale, le nuove pizze Gourmet come piatto speciale, naturalmente le pizze vengono proposte e servite anche alla Chiave di Bacco.

PRIMI PIATTI

Risotto scampi, ananas e curry, Marubini ai tre brodi, risotto agli asparagi con coscetta disossata di quaglia

SECONDI PIATTI

Filetto d'agnello al forno con le taccole, Tagliata di manzo con patate al forno, Tartare di tonno su misticanza

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