Basilica di Sant'Andrea

Descrizione

Progettata da Leon Battista Alberti per volere di Ludovico II Gonzaga, che desiderava fare di quel luogo un simbolo del prestigio della casata, la basilica fu iniziata nel 1472, sotto la direzione dell’architetto Luca Fancelli e terminata solamente nella seconda metà del 1700.
Capolavoro assoluto dell’architettura rinascimentale, la costruzione comportò la trasformazione del complesso benedettino preesistente di cui rimangono il campanile tardogotico (1413) e un’ala del chiostro retrostante.  Il ricchissimo arredo pittorico testimonia ancora la presenza delle opere di Andrea Mantegna, Correggio, Giulio Romano e dei suoi allievi (Bernardino Campi, Rinaldo Mantovano e Andreasino).  La pianta si presenta a croce latina, a navata unica con profonde cappelle laterali e denota un chiaro rimando all’impianto della Basilica di Massenzio a Roma. La prima cappella a sinistra, completata dei suoi elementi decorativi nel secondo decennio del Cinquecento, è la cappella funeraria di Andrea Mantegna morto a Mantova nel 1506.
In corrispondenza della cupola, progettata da Filippo Juvarra nel 1765, il genuflessorio marmoreo ottocentesco  rimanda alla cripta sottostante realizzata da Antonio Maria Viani, dove sono custoditi i Sacri Vasi che conterrebbero il terriccio del Calvario intriso del Sangue di Cristo e raccolto da San Longino a cui è dedicata l’ultima cappella sulla destra. Con un suggestivo rito che ha luogo ogni Venerdì Santo, i reliquiari vengono portati in Basilica e accompagnano la processione serale per le vie del centro cittadino.


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Progettata da Leon Battista Alberti per volere di Ludovico II Gonzaga, che desiderava fare di quel luogo un simbolo del prestigio della casata, la basilica fu iniziata nel 1472, sotto la direzione dell’architetto Luca Fancelli e terminata solamente nella seconda metà del 1700.
Capolavoro assoluto dell’architettura rinascimentale, la costruzione comportò la trasformazione del complesso benedettino preesistente di cui rimangono il campanile tardogotico (1413) e un’ala del chiostro retrostante.  Il ricchissimo arredo pittorico testimonia ancora la presenza delle opere di Andrea Mantegna, Correggio, Giulio Romano e dei suoi allievi (Bernardino Campi, Rinaldo Mantovano e Andreasino).  La pianta si presenta a croce latina, a navata unica con profonde cappelle laterali e denota un chiaro rimando all’impianto della Basilica di Massenzio a Roma. La prima cappella a sinistra, completata dei suoi elementi decorativi nel secondo decennio del Cinquecento, è la cappella funeraria di Andrea Mantegna morto a Mantova nel 1506.
In corrispondenza della cupola, progettata da Filippo Juvarra nel 1765, il genuflessorio marmoreo ottocentesco  rimanda alla cripta sottostante realizzata da Antonio Maria Viani, dove sono custoditi i Sacri Vasi che conterrebbero il terriccio del Calvario intriso del Sangue di Cristo e raccolto da San Longino a cui è dedicata l’ultima cappella sulla destra. Con un suggestivo rito che ha luogo ogni Venerdì Santo, i reliquiari vengono portati in Basilica e accompagnano la processione serale per le vie del centro cittadino.


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