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Il cibo come risorsa: la politica "Non Spreco"

Il quadro normativo sia europeo che nazionale promuove le misure prese per evitare che il cibo diventi un rifiuto, attraverso il suo riutilizzo.

Sono tanti i punti dove il cibo è sprecato, a cominciare dalle famiglie, con acquisti non programmati ed eccedenti l’effettiva possibilità di consumo entro i limiti di scadenza dei prodotti stessi: ci sono le mense scolastiche ed aziendali, gli ospedali, i mercati ortofrutticoli, i ristoranti ed i servizi di catering, ma anche i produttori ed i distributori di alimenti con i supermercati.

Oltre a prevenire che il cibo diventi un rifiuto è importante pensare soprattutto al suo recupero  attraverso l’accorciamento della catena di distribuzione in modo che cibi non deteriorati e non ancora giunti a scadenza possano essere distribuiti a mense con finalità sociali oltre all’organizzazione vera e propria di circuiti di raccolta presso i centri di ristorazione pubblica e privata con redistribuzione capillare a famiglie indigenti, comunità alloggio, centri socio-assistenziali.

La diffusione di piccoli e grandi esempi in tal senso trova nelle provincie della Lombardia orientale alcuni territori di radicamento di esperienze pilota che si stanno  via via estendendo.

 

I casi concreti:

  • mercati a filiera corta
  • gruppi di acquisto solidale
  • mense a km zero e/o con prodotti biologici
  • riduzione degli scarti e riutilizzo dei prodotti in eccesso della grande distribuzione e delle mense
  • fattorie didattiche
  • agriturismi
  • reti di produttori biologici
  • ristoratori
  • negozi specializzati
  • leggere le etichette...
  • corsi di formazione e aggiornamento
  • ricerche in ambito scientifico
  • organizzazioni di recupero degli alimenti
  • ecc.

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